Quando scopri, ancora una volta, che la musica arriva dove nient’altro riesce ad arrivare. A Monza, a Milano, dovunque

Ci sono quelle scoperte che sono scoperte anche se le si fanno infinite volte nella vita. Che fanno l'effetto della scoperta anche se è solo una riscoperta. E che portano gioia e meraviglia e vita! Mai provato?
 

Sono stata ad un concerto, ieri sera, al Conservatorio di Milano. Un concerto dell’Anthos Quartet, una combinazione peculiare di strumenti, due pianoforti e due violoncelli. Il violoncellista è Giovanni Sollima, famoso perché suona la taranta e la musica popolare con la stessa passione, cura e dedizione con cui suona i compositori più ricercati. Ieri sera hanno suonato Stravinsky, Ravel, e hanno bissato con un pezzo dei Queen. Giusto per darvi un’idea. Ed era bellissimo proprio il senso di gioco, di divertimento, di gioia e di innocenza che si vedeva e si sentiva, e che arrivava potente anche a noi, il pubblico. Che in effetti li ha applauditi senza ritegno. E alla fine ci si è alzati tutti in piedi, a battere le mani come si fa ai concerti rock e pop, che di quella meraviglia se ne vuole ancora e ancora e ancora.

Mi hanno ricordato gli adorati Kronos Quartet.
Non li conoscete?
Beh, non potete. Andate subito online e ascoltate qualcosa. Non si può vivere senza conoscere i Kronos Quartet.
Proprio un paio di sere fa tornavo a casa la sera e stavo ascoltando la radio, io sapete che ascolto Radio3, soprattutto la sera quando c’è Radio3 Suite, e stavano trasmettendo un pezzo, The beatitudes di Vladimir Martinoff, interpretato proprio dai Kronos Quartet. Ho alzato il volume e ho rallentato, perché così, con quella musica nella notte, era veramente un momento di beatitudine. E poi ho scoperto che è il pezzo che ascolta Tony Servillo sull’amaca della sua terrazza romana nel film La grande bellezza…

 

Nessuna parola fa l’effetto della musica. Almeno per me. La musica arriva davvero in luoghi profondi dentro di me, e mi commuove come nient’altro.
E quindi non posso che essere felice di vivere in un’epoca in cui si accede alla musica con tanta facilità! Certo è difficile trovare quello che ci piace veramente e ci corrisponde, ma vale la pena cercarlo. E tenersi sempre pronti per nuove scoperte!

 

E i vestiti?
E’ una giornata bellissima con il sole che splende e qualche nuvoletta e un po’ di vento. Freddino al mattino.
Ho indosso la mia gonna appena appena glitterata (Promod) che mi avete visto indosso altre volte, con una T-shirt grigia a maniche lunghe, un cardigan maschile grigio che era di mio padre, calze grigie e i Camperos.
Lo so cosa state pensando (beh, no, ma faccio finta): blu e grigio, grigio e blu, grigio e grigio, che noia! Mi sembra di sentirvi dire “e tu sei quella che ci dovrebbe insegnare come vestirci? Quella che parla di colori?”
Ehi, ehi, aspettate un momento!
Punto primo, non ho proprio mai detto che vi insegnavo a vestirvi. Che vi facevo vedere come mi vestivo io, vi ho detto.
Punto secondo, si fanno grandi cose con il grigio e il blu.
Punto terzo, il mio outfit di oggi non è solo #50chic e #chicafter50, ma anche luminoso e gioioso!

Buona giornata!
Anna da Re

 

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