Il lusso di una mattina lenta. E poi l’interessante presentazione di un libro. A Monza e Milano

Era una mattina piovosa e fredda ma io mi sentivo la più fortunata delle donne. A prepararmi con calma, camminare con calma, arrivare in città per un evento interessate. Wow!
 

La mia prima reazione, quando ho ricevuto l’invito di Bottega dei segni a partecipare alla presentazione del libro Mamma, femminile plurale, è stata “oh che bello, molto interessante, ci vado proprio”. E ho messo la data in agenda.

La seconda reazione, quando ieri ho ricevuto il reminder, è stata “oh no, ma è proprio il giorno prima di Bookcity, sono piena di lavoro, non ce la posso fare, gli scrivo e mi scuso, non ci vado”.

La terza reazione è stata ancora ieri, un po’ più tardi, quando mi sono detta “ehi ma aspetta un attimo, rinunci così a una cosa che ti interessa, come se non facessi già più ore di lavoro di quante ne hai in contratto, e per di più questa è una cosa che ha anche attinenza, con il tuo lavoro, vacci!”.

E la quarta reazione è stata oggi, ed è stata “vedi che hai fatto bene ad andarci? E’ stato interessante, è stato divertente, e di sicuro ti tornerà anche utile”.

 

Il libro, Mamma, femminile plurale, di Maria Letizia Verri, è una ricerca e uno studio sociologico sulle mamme, il modo in cui vivono, le scelte che fanno, le differenze e le somiglianze, l’uso della rete. Mamme come target della comunicazione delle aziende. Mamme come rete di relazioni, Mamme come uno dei tanti ruoli che la donna ha nel mondo.
Non ho ancora letto il libro ma quel che è stato detto stamattina era davvero interessante.
Ed era bello anche essere ospiti di Bottega dei segni, incontrare nuove persone, chiacchierare, scoprire.

 

Io non sono una mamma e ho amiche che lo sono e amiche che non lo sono. Devo confessare che alle volte le mamme mi sembrano un mondo a parte, un mondo che possono e desiderano condividere solo con chi è mamma come loro. Alle volte a non essere una mamma ci si sente strane, diverse, sbagliate, fuori posto.
Così pieno di categorie e pregiudizi, è il mondo in cui viviamo.
Ma una delle cose che è stata sottolineata stamattina, durante la presentazione, è quella che le mamme sono ansiose, e fortemente vogliono essere, ed essere percepite e considerate, donne prima di tutto il resto.
E quindi sono grata di aver avuto l’opportunità di ripensare ai miei ed altrui pregiudizi, e di aprirmi a qualcosa di diverso.

 

Cosa indossavo, tanto per non dimenticarci che questo è un fashion blog?
La giacca di Pietro Barbieri Atelier, ancora una volta! E’ davvero versatile e la adoro! Poi avevo dei pantaloni stampati sul grigio/blu, un pullover sul grigio/blu, e gli stivaletti bassi neri. Per cui posso ripetere quel che ho scritto ieri: molto stylish, molto semplice, molto e proprio #50chic.
Mi credete?

Buona giornata!
Anna da Re

 

 

 

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