Piazza Cordusio a Milano, da centro finanziario a centro commerciale

Apriranno Milano Starbucks, in autunno, e Uniqlo in primavera. Ci piace l'idea di centri commerciali in pieno centro storico?

Non sono una fan dei centri commerciali, non mi piace l'idea di sfruttare palazzi storici nei centri delle città per la realizzazione di nuovi negozi che porteranno affluenza di gente disposta a spendere.

Non sono una fan di Starbucks e Uniqlo lo conosco veramente poco (ma mi incuriosisce parecchio, perchè la moda giapponese la trovo essenziale e per questo interessante).

Quello che mi chiedo, c'è veramente bisogno di altri nuovi negozi dalle dimensioni spropositate in pieno centro a Milano? E ancora, quanta massa di gente affollerà quella piazza che tanto mi piace? Hanno  venduto anche il palazzo Unicredit, terzo tra i quattro che compongono la piazza, comprato da non so quale società cinese per costruirci, udite udite, un altro centro commerciale.

 

Il sovraffollamento di questo genere di templi del commercio mordi e fuggi, che cosa porterà? Nuovi posti di lavoro, indubbiamente, temo per giovani sottopagati e sfruttati, ma anche tanto inquinamento. Più spazzatura, più sporcizia, più fast fashion e moda spazzatura che ci costringerà con attacco smanioso subliminale a spendere di più e buttare di più. Un girotondo di consumismo inutile e superficiale che chissà fino a quanto e a quando reggerà dovendo restare con prezzi bassi, spese basse, sfruttamento risorse alto.

Confesso che sono piuttosto perplessa in merito, naturalmente ci cascherò in pieno anche io, perchè mi piacerebbe possedere qualche capo firmato che possa durarmi a lungo nel tempo (posseggo abiti vintage che ogni tanto indosso con enorme piacere), ma non mi è proprio possibile spendere centinaia di euro per acquistarne uno, almeno per ora, e quindi ne spendo molti meno per comprare abiti e accessori che dopo la quinta volta che li indosso e lavo sono da buttare in spazzatura. E via di inquinamento.

 

Tempo fa H&M aveva lanciato la campagna di recupero (leggi bene: riciclo) di abiti usati. Portavi nei loro negozi i tuoi vestiti che ti venivano pagati qualche euro. Ma poi questi vestiti come sono stati riutilizzati? E soprattutto, questa campagna di sensibilizzazione al recupero, che fine ha fatto… dato che non ne ho più visto traccia in giro?

 

Ma entriamo nello specifico. L'Italia è patria del caffè, il più buono in assoluto, a mio avviso, preparato con ottime miscele, dall'aroma inebriante. Adoro il caffè. 

L'acquetta sporca dei caffè di Starbucks, che roba è? Da mal di fegato? Io non la chiamo caffè.

Non posso nemmeno immaginare un italiano entrare lì dentro e bersi quella brodaglia, dentro alla quale hanno infilato chissà quale altro intruglio per farlo sembrare più buono. Orrore.

Ma alla Starbucks ci credono, al punto che ci hanno pure regalato il giardinetto piazzato davanti al Duomo per farci vedere che loro sono bravi e ci vogliono conquistare… hanno quindi pensato di creare il tempio del caffè:

 

"50 anni fa la fiorente cultura milanese del bar e del caffè espresso ispirarono un giovane imprenditore in vacanza in Italia. L’imminente apertura a Milano dello Starbucks Reserve Roastery, Teatro del caffè, segnerà il ritorno in quella città che per prima inspirò il Brand Starbucks. Ma non si tratta del classico Starbucks. Il Reserve Roastery, un vero e proprio omaggio alla cultura del caffè, accoglierà clienti da tutto il mondo, farà vivere loro un’esperienza unica in un ambiente esclusivo e coinvolgente. Il bartender, grazie alla sua passione per la qualità, la tradizione e l’autenticità, renderà unica ogni singola esperienza. Milano ha molto da offrire al Roastery di Starbucks, non solo perché immersa nella cultura del caffè e perché detentrice di una profonda conoscenza di questo prodotto, ma anche per la sua devozione verso l'architettura classica, l'interior design e il suo approccio alla customer experience".

 

Che dirvi, la mia perplessità è ai massimi livelli, sarà un posto bellissimo, sarà bello sedersi e provare un loro caffè…. ma io resto italiana e il caffè italiano per me è un altra cosa, anche se mi propongono una super riserva di non so quale provenienza e dentro, per farmelo sembrare più buono, ci mettono una goccia di oro puro alimentare.

Quindi vedremo, provo a darvi un po' di fiducia, e poi deciderò se promuovervi o bocciarvi.

 

Passiamo a Uniqlo. Sarò più clemente con i giapponesi, popolo e nazione che adoro. Questo brand di abiti mordi e fuggi, come li chiamo io, mi incuriosisce parecchio tanto quanto le loro tradizioni e usanze, non a caso realizzo gioielli in carta, quali migliori amanti della carta se non i giapponesi?

 

La moda minimal, sobria ed essenziale giapponese mi è sempre piaciuta, e sono pronta anche ad acquistarla. Uniqlo arriverà a Milano, sempre in piazza Cordusio, in primavera, quindi aprirà con la bella stagione, e quale miglior momento per la fioritura dei ciliegi in centro a Milano? Peccato che però nessun Sakura adornerà la piazza e ci regalerà i suoi splendidi colori, sarebbe stato un magnifico regalo da parte dei nostri amici nipponici. In fin dei conti, Starbucks ci ha donato le fantomatiche palme, piazzate davanti al Duomo… e, dicamocelo, forse lì sarebbero stati meglio un po' di rosei ciliegi.

 

Il negozio giapponese su tre piani, riuscirà a fare le scarpe al colosso iberico Zara, a pochi metri più in là? 

 

Insomma, nel giro di un anno vedremo una Milano completamente diversa, sicuramente più internazionale e molto meno finanziaria, mentre i pomeriggi dei milanesi si divideranno tra lo shopping oltre oceano e il frappuccino super riserva americano, spero quindi che dopo i primi mesi di caos si possa arrivare a un po' di tranquillità, trovare un equilibrio tra socialità, commercio, e inquinamento soprattutto. 

Mi piacerebbe sapere che ne pensate.

 

Verde Alfieri

 

Mi chiamo Verde, e con un nome così non potevo che essere una creativa. Faccio gioielli e scrivo sul blog di Anna nella mia rubrica EyeMilano, mentre Anna scrive sul mio blog Alfieri Jewel Design nella sua rubrica Il Giusto Chic. Questo gioco incrociato ci diverte e ci piace sapere che fa divertire.

 

 

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3 Comments

  1. Buongiorno! Posso permettermi di complimentarmi per i tuoi articoli su “Chicafterfifty”?

    Mi piacciono le tue analisi “da persona normale”
    No, non prenderlo come un giudizio negativo. Al contrario, trovo che le tue siano riflessioni senza giudizi, a volte ironiche… una fotografia della realtà che promuove la riflessione personale e nutre la curiosità.

    In questo mondo o virtuale di tuttologi mi piace leggerti!
    GRAZIE

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  2. Grazie mille Antonia, mi fa piacere sapere che i miei scritti piacciono. Continua a leggermi e se ti andrà, lasciami i tuoi commenti. A presto

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  3. Sono contenta dell’apertura di Uniqlo perché hanno uno stile molto bello e tra tutti i low cost conservano una certa qualità. Io ho un paio di cose comprate a Londra, di puro cotone e finite bene. Detto questo, il problema dell’eccesso di vestiti è davvero terribile, e non so come ne usciremo… Fashion revolution al momento è ancora un’illusione!

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