Scully in Villa

Eh lo so sono stato un po’ assente. Assente giustificata, però. È stato un periodo molto intenso in cui ho visto cose, incontrato gente, fatto anche tante cose come ad esempio essere tra i designers di una mostra collettiva di gioielli che si è aperta qualche giorno fa a Madrid e di cui, se vi va di curiosare, ve ne parlo qui. Insomma, non sono stata ferma a oziare un minuto.

A proposito di mostre, oggi desidero segnalarvene una che non dovete assolutamente perdere. Si tratterebbe di fare una bella gita fuori porta in quel di Varese, magari in una delle prossime giornate in cui splenderà il sole e ahimè sarà molto, ma molto caldo… giusto per prendere un po’ d’aria fresca tra le colline di quella zona.

A Varese c’è una villa molto bella, che magari molti di voi già conosceranno, con un bel parco dove ci si può rilassare, delle belle sale da visitare colme di opere d’arte e dove spesso il FAI organizza mostre d’arte contemporanea.

Sto parlando di Villa Panza. Ci siete mai stati? È una villa bellissima in piena Varese oggi di proprietà del FAI dove ogni tanto mi capita di andare soprattutto in occasione di nuove esposizioni ma anche per passare una giornata di relax immersa nel verde e nella cultura.

Ha aperto lo scorso aprile una interessante mostra di opere pittoriche.

Sean Scully, Long light, questo il titolo della mostra, è un percorso sulla produzione di questo artista statunitense di origine irlandese, che si snoda a partire dai suoi lavori di inizio anni ’70, in una emblematica visione e ricerca cromatica, confermandolo tra i protagonisti della scena pittorica contemporanea.

La mostra è un interessante percorso tra gesti, geometrie ed equilibri in relazione con la luce o la non luce delle sue pennellate molto minimaliste.

L’esposizione si snoda lungo le sale della villa, intrecciandosi con le opere della collezione permanente ma anche e soprattutto relazionandosi con quelle di altri artisti quali David Simpson, Phil Simps, Max Cole, John McCracken, oltre ai rinomati e sempre suggestivi Neon di Dan Flavin.

Insomma, una mostra che nel suo insieme, tra visita all’esposizione, alla Villa e al parco, merita sicuramente un “viaggio” a Varese. Avete tempo fino a gennaio 2020. Ci andrete?

 

Verde Alfieri

 

 

Mi chiamo Verde, e con un nome così non potevo che essere una creativa. Mentre faccio gioielli che trovate qui Alfieri Jewel Design, mi diverto a scrivere qui per Anna, nel mio blog Alfieri Magazine ma soprattutto di The Ciabatte Pelose che tanto mi fanno impazzire.

 

 

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