#iorestoacasa giorno 22. Cosa ci manca davvero

Stamattina ero davanti allo specchio che mi preparavo per questa nuova giornata, che sembra di sapere già come sarà ma in effetti non è vero, che anche restando a casa ogni giornata ha le sue sorprese, e pensavo ma che cos’è che mi manca davvero?

Perchè ormai sono tre settimane, e quindi forse si può cominciare a capire, almeno provvisoriamente, almeno temporaneamente, che cosa di tutto quello che facevamo, avevamo, davamo anche per scontato ci manca veramente.

Ed è chiaro che sarà diverso per ognuno di noi. Quindi io mi limito a dire e scrivere che cosa manca a me, senza avere la pretesa o l’arroganza di credere che possa valere per tutti. È una precisazione a cui tengo molto.

Dunque che cosa, davvero davvero, mi manca? La libertà, certo, il poter dire guarda è una bella giornata esco, vado a comprare la cipria che è finita. Oppure vado a guardare le vetrine, è arrivata la primavera e chissà cosa ci propone la moda. E poi vado al parco con la bici…

Schermata 2020-03-30 alle 12.34.13

Dell’ufficio, mi mancano i pranzi con le amiche e i colleghi, e le lezioni di maglia, la lanaterapia che sto cercando (con molta fatica, sì) di fare in video. Mi manca l’appuntamento del tennis del mercoledì, la lezione collettiva, e quei doppi che avevamo cominciato a fare dopo il corso. Mi mancano i tornei amatoriali del week-end o i doppi infiniti con le amiche, agguerrite sempre e divertenti ancora di più. Mi mancano le pulizie con Legambiente, andare a togliere l’edera al boschetto di via Papini, o il residuo di sostegno degli alberi piantati lungo il muro del Parco in via Lecco; e sì, anche le riunioni per decidere cosa fare, a cui si aggiungono le chiacchiere e le risate, anche quelle mi mancano.

Ma più di tutto mi manca la natura. Non è perché sono ambientalista, anche se forse è la ragione per cui sono ambientalista.

 

Mi manca la montagna, quando ha la neve e quando non ce l’ha. E forse più che sciare, che mi rendo conto che non è sostenibile, mi mancano le camminate nel silenzio, e quello stare in alto, guardando le cose del mondo con una distanza che non è distacco ma un salutare punto di vista.

Mi mancano le colline della Brianza, il piccolo paradiso del TreGiorgi dove si gode il fresco degli alberi anche nella calura di luglio.

Mi manca il verde del parco di Monza, qui dietro casa, dove tra poco spunteranno i fiori dell’aglio orsino che sono bianchi e coprono interi prati come se fossero neve.

Mi mancano tutti quei profumi diversi che si sentono in primavera, che spesso mi fanno starnutire ma mi piacciono lo stesso.

Le giornate si sono allungate grazie all’ora legale, e io sono un po’ come gli animali, che d’inverno se ne stanno rintanati e raccolti, e quando viene la primavera e poi l’estate resterebbero fuori tutto il giorno.

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Ma l’estate è ancora lontana. E credo che la natura sarà il primo luogo nel quale vorrò tornare. E mi va benissimo di andarci da sola, e di tenere un metro di distanza dagli sconosciuti!

Buona giornata!

Anna da Re

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