Niente foto, please

Stamattina ero un po’ di corsa, ma mi sono alzata con la mia solita voglia di colazione fuori casa. Dovevo raggiungere una meta piuttosto distante e sono arrivata alla brioche decisamente affamata.

Nel posto che ho scelto per oggi, alla domanda “le dispiace se faccio qualche fotografia?” ha riecheggiato un borbottato “no signora, non è possibile” da parte della cassiera.

Francamente non me l’aspettavo. In locali chic e di tendenza ancora un po’ mi fanno l’inchino e qui dove a dircela tutta un po’ di visibilità farebbe ben più che comodo… niente, non si può.

Comunque sia il nome del suddetto posto lo si legge nella foto, io intanto proseguo nel mio cammino con scrittura mentre tento di digerire il “non si può” bello ricco e sostanzioso.

La tanto contestata pista ciclabile di Corso Buenos Aires a Milano. Un po’ anomala la sistemazione del Corso. La carreggiata ridotta ha messo in crisi i negozianti e creato nuovi pericoli tra automobilisti, ciclisti e pedoni. Si poteva fare di meglio o il sindaco Sala avrebbe dovuto usare una comunicazione diversa per tamponare una frettolosa (reale?) necessità?

Oggi volevo frivolezze ma stamattina prima di scapicollarmi giù dal letto mi sono svegliata con in mente un’immagine che mi ha accompagnato per le due ore successive assieme al messaggio che trasmetteva e che ha continuato a riecheggiarmi nella testa fino al momento di stendere questo testo.

Guarda caso il “no signora” davanti al mio cappuccino, rientrava perfettamente nei miei pensieri di quell’istante: adesso, in questi giorni, nelle settimane a venire, cosa e come vogliamo comunicare visto quanto è successo, e viste come sono cambiate le nostre abitudini e come tutto è irrimediabilmente diverso da prima?

Inquietante Black Friday di fine giugno alla Rinascente. Le vetrine parate a lutto del famoso grande magazzino meneghino mi hanno tirato uno schiaffo, non sto esagerando, colpendomi più di ogni altro negozio dentro e fuori dal centro storico che espongono cartelli coloratissimi con saldi bollenti, offerte e 3×2. Che pesantezza.

Vi chiederete cosa c’entra il Black Friday della Rinascente, la pista ciclabile di corso Buenos Aires, il “no signora” e tutto il resto. Ebbene c’entra. C’entra eccome perchè ci siamo dentro fino al collo. Tutto ruota intorno a noi, è stato fatto per noi con assoluto disordine, immancabile scompiglio, caos incomprensibile ai terzi, totale mancanza di senso logico. È come se tutto quello fatto, studiato, architettato, e manovrato fino a pochi giorni prima del fatidico 8 marzo, sia stato cancellato con un colpo di spugna e tutto sia stato azzerato. Provate a pensare al 70% di sconto delle pubblicità di Poltrone e Sofà che oggi si è trasformato in “la passione non si può fermare … abbiamo continuato a creare”…

Le regole. Abbiamo capito che le regole vanno rispettate. Basta scendere in una delle tante stazioni della metropolitana milanese tappezzate con centinaia di cartelli, appiccicati per terra e sui sedili che ci comunicano dove dobbiamo stare, dove dobbiamo camminare. La metropolitana milanese è per me il massimo esempio di comunicazione, imposta e con regole ben precise da seguire. Nessuno ci obbliga a farlo, sta a noi scegliere se rispettarle o no. Poi però esci dalla metropolitana e ti ritrovi in mezzo a centinaia di ragazzi che affollano i marciapiedi delle vie della movida, seduti quasi uno addosso all’altro, senza rispetto delle regole, che però immagino abbiano seguito poco prima in metropolitana. Ecco questo è il risultato di un pessimo esempio di comunicazione, spazzato via dalla necessità di vendere più cocktails possibile per recuperare i soldi persi durante il lockdown. Da che parte stare?

Ho letto un interessante articolo scritto da Alba Cappellieri e pubblicato sulla rivista Interni in merito alla necessità immediata dell’essere digitali (che trovate qui). Penso alle mostre d’arte o a quelle di gioielli, il mio settore, diventate per forza di cosa virtuali. Penso ai colleghi corsi ai ripari aprendo in fretta e furia il loro primo store online nella speranza che possa essere subito un successo. Penso alle aziende che devono vendere i loro prodotti e che mentre ieri, appena dopo la riapertura agivano in un modo, oggi dopo poche settimane devono cambiare nuovamente i loro messaggi perchè nemmeno loro sanno cosa e come fare.

Penso al caos inconcludente in cui ci ritroviamo e penso al modo di comunicare fatto per decenni modificato negli anni secondo le abitudini dei consumatori e dall’approccio squilibrato arrivato con i social. Penso agli uomini e donne del futuro del marketing, e non solo, che hanno davanti a loro una bella sfida da affrontare costretti a fare rewind e forse dimenticarsi le regole studiate ai corsi di comunicazione che, non si sa come, abbiano funzionato per anni. Ma per cortesia, tutto questo senza drappi neri e vetrine a lutto, senza quizzoni stile esame della patente con buono Amazon in regalo a sorteggio.

 

Verde Alfieri

 

Mi chiamo Verde, e con un nome così non potevo che essere una creativa. Mentre faccio gioielli che trovate qui Alfieri Jewel Design, mi diverto a portarvi a colazione con me, a scrivere per il mio blog Alfieri Magazine ma soprattutto di The Ciabatte Pelose che tanto mi fanno impazzire.

 

 

Una risposta a "Niente foto, please"

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  1. L’ha ripubblicato su Alfieri Magazinee ha commentato:

    Oggi cappuccino e brioche tardiva. Ma si sa, o pochi sanno, che per “colazione” si intende anche il pranzo delle 13, non la colazione appena dopo svegli, quella si chiama “prima colazione”. È tutta una questione di uso corretto delle parole e di… comunicazione.
    Il mio articolo di oggi sul blog di Anna da Re è un po’ diverso dal solito. Buona lettura.

    "Mi piace"

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