Se torniamo a mettere l’immaginazione al potere

Continuo sul tema della normalità e dell’immaginazione.

Pensando all’immaginazione, mi sono ricordata di questo slogan rivoluzionario, inventato dai sessantottini e ripreso poi da molti.

E ci ho pensato perché l’articolo di The Guardian si concludeva dicendo che il tema del ritorno alla normalità, così come era proposto dai potenti, dai decisori, dai politici, impediva che si potesse cercare di immaginare un futuro diverso, un futuro che non fosse una riproposizione di quello che c’era e che avevamo, questa presunta normalità.

Ieri mi preveva la definizione o meglio la mancata definizione, della normalità. Ma è sicuramente importante immaginare, andare oltre.

Sicuramente la gente ha voglia di tornare alla normalità, intesa come una quotidianità più libera e più disinvolta. La gente ha voglia di uscire, di stare con gli amici e le persone a cui tiene. Ma non credo che nessuno abbia voglia di tornare a pigiarsi in un metrò, a fare code chilometriche sulle tangenziali perché andiamo tutti in ufficio alla stessa ora. Nè di tornare a respirare l’aria irrespirabile delle città invase dal traffico. Nè di finanziare le fonti fossili ormai destinate alla fine. Nè di dimenticare quanto è bella la natura quando la si lascia libera di crescere e fiorire. Ci sono cose che sapevamo essere assurde anche quando ci sembravano normali.

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E soprattutto è importante immaginarci un mondo diverso. Se ce lo immaginiamo, poi magari riusciamo anche a realizzarlo. E di sicuro il modo di vivere soprattutto di questo ultimo capitalismo, così privo di scrupoli, così poco lungimirante, così disattento agli altri, così spietato e disumano, di sicuro questo non è l’unico modo di vivere che l’umanità possa concepire.

E come dicevo ieri, ci sono già tante persone che stanno iniziando una vita diversa. Da prima della pandemia. Chi è tornato in campagna e coltiva la terra con rispetto e dedizione. Chi produce con i principi dell’economia circolare, senza sprechi, senza inquinare o compensando per quello che non può fare a meno di danneggiare. Chi mette in piedi un business con lo scopo di dare lavoro invece che di toglierlo. Sono tanti, sono più di quelli che immaginiamo e non fanno notizia. Ma credo davvero che saranno quelli che salveranno il mondo.

Buona giornata e buon weekend

Anna da Re

 

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