Elogio della bruttezza

In realtà ho scelto questo titolo per assonanza verso un’altro dal concetto molto più ampio che tratta di bellezza e del modo in cui usiamo esaltare questa caratteristica sotto qualsiasi forma ci si presenti.

cappuccino e brioche foto
Cappuccino e brioche, una sola per me… l’altra era per l’amica che ogni tanto mi accompagna in queste mie scorribande mattutine. Ma lo sapete qual è il momento migliore per me per pensare agli articoli da pubblicare nella mia rubrica? La colazione ovviamente! Oggi ho approfittato di questa squisitezza alla crema creata dalla giovane pasticciera della Pasticceria di Valeria. Cercatela su Facebook e scoprirete dove comprare fantastiche dolcezze.

Beh intendiamoci, nessun riferimento alla mia colazione di oggi. Ma visto che ve ne parlo e questo è il filo conduttore nella mia rubrica del giovedì, questo cappuccino e questa brioche sono belli a vedersi, oppure andiamo oltre al concetto estetico e pensiamo a quanto bene stiano assolvendo il loro compito?

Partendo dal principio di Elogio della Bellezza, perchè mai non trasformarlo e avere anche un Elogio della Bruttezza? Ma poi, cosa sono veramente bellezza e bruttezza? Siamo davvero capaci di definire il loro significato?

Probabilmente vi starete chiedendo cosa c’entri questo in un blog dedicato alla moda, ma è proprio lì che voglio arrivare per affrontare questo argomento.

Tutto parte dalla solita ennesima polemica scoppiata recentemente sull’aspetto fisico di alcuni personaggi resi pubblicamente noti dalla maestria di esperti di marketing. Polemiche inutili e povere sotto ogni aspetto, a partire dalla bassezza di livello culturale di chi esterna denigrazioni e offese. Meglio sorvolare su questo, ovviamente, ma colgo l’occasione servita per parlarne qui.

Armine Harutyunyan come un ritratto di Picasso
Armine Harutyunyan, spirito libero, ricco e di impressionante bellezza. Come un ritratto di Picasso spirito libero, ricco e di impressionante bellezza.
Non c’è differenza alcuna. Basterebbe guardare con occhi diversi e scoprire di avere una mente aperta e di intelligenza elevata.

Facciamo un passo indietro, anzi comincio subito col segnalarvi un libro che io ho letto parecchio tempo fa ma che secondo me chi si occupa di bellezza, dovrebbe comunque leggere e magari approfondire ulteriormente.

“Il bello è brutto e il brutto è bello” (dal film Macbeth ndr). Sono pienamente d’accordo. Troppo facile guardare la Venere di Botticelli e lasciarsi andare ad esclamazioni di ammirazione; troppo facile guardare la Sistina e pensare “che meraviglia”; troppo facile trovare il bello nella statuaria greca, o nella perfezione di forme di alcune opere architettoniche. Più difficile cogliere la vitalità e la bellezza nascosta in opere che raffigurano il mostruoso, il grottesco, il ripugnante, l’osceno, e chi più ne ha più ne metta. Personalmente penso che il brutto sia così vivo che solo per questo andrebbe considerato bello.

U. Eco

Mi riferisco al noto libro di Umberto Eco Storia della Bruttezza.

Naturalmente esiste anche un altro libro sempre scritto da Umberto Eco che accompagna questo, Storia della Bellezza.

La Bellezza non è mai stata, nel corso dei secoli, un valore assoluto e atemporale: sia la Bellezza fisica, che la Bellezza divina hanno assunto forme diverse: è stata armonica o dionisiaca, si è associata alla mostruosità nel Medioevo e all’armonia delle sfere celesti nel Rinascimento; ha assunto le forme del “non so che” nel periodo romantico per poi farsi artificio, scherzo, citazione in tutto il Novecento.

U. Eco
Sophia Hadjpanteli fashion model
Sophia Hadjpanteli, di origini greco-cipriote e che si è fatta ambasciatrice, in rete, del movimento Unibrown, resa famosa dal suo folto monosoppracciglio che ha tinto di nero per renderlo ancora più evidente.

Ma in quale forma e con quale cultura noi possiamo distinguere il bello dal brutto e viceversa? E soprattuto ciò che per noi è bello lo è veramente anche agli occhi di chi osserva quello stesso oggetto (o persona che sia) in quel preciso istante? “Istante”, ecco. Il bello e il brutto hanno anche un prerogativa temporale. Come cambia ad esempio un oggetto fotografato con una determinata luce? Oppure, Come cambia nell’arco della giornata la visione che abbiamo di un soggetto? E se qualcun altro lo vedesse poco dopo, da un’angolazione diversa, lo vedrebbe più brutto o più bello di noi?

Winnie Harlow modella
Winnie Harlow, ha passato l’infanzia derisa e insultata per il colore della sua pelle, ma poi una bella vittoria dell’AMERICA’S NEXT TOP MODEL l’ha resa famosa top model.

La bellezza nella moda ha sempre avuto un massimo valore di rappresentazione. Sono state usate bellissime modelle per presentare abiti e accessori indimenticabili durante le sfilate di moda o in servizi fotografici per note e meno note case di moda. Alcune di loro sono diventate testimonial per anni di molti brand. Ma nei decenni passati quali erano i canoni di bellezza che riempivano le riviste e le passerelle? Che cos’è veramente la perfezione e qual è il canone di bellezza che siamo portati a seguire?

La top model Georgia May Jagger, figlia d’arte ma ben nota per il suo diastema, lo spazio ampio tra i suoi incisivi al quale deve la sua fama, testimonial di note case di cosmetici.

Insomma sto ponendo un sacco di domande, potrei rispondervi parlandovene dal mio punto di vista e parlarvi di donne e uomini le cui foto hanno riempito riviste e che per me potevano o potevano non essere considerate di estrema bellezza. In realtà il mio approccio alla bellezza è molto personale, come immagino sia per molti di voi.

Nel passato le donne formose e con fianchi larghi erano considerate stupende meraviglie della natura. Oggi lo sono donne e uomini dalla figura sottilissima, magrissime e pallide, e più lo sono e più sono considerate perfette. Pensate un po’!

Brunette Moffy, affetta da strabismo, partecipò ad un progetto di un noto fotografo di moda dedicato a modelle e modelli con difetti fisici importanti. Da allora lavora attivamente come fotomodella grazie a questo suo … difetto?

Osservate le foto che vi propongo, leggete le didascalie così da avere informazioni sulle persone che vi presento. Andate oltre all’impatto iniziale che avete osservandole. Cosa ne pensate se vi dicessi, che tutte loro, a loro modo hanno un particolare che va contro ogni canone di bellezza a cui siamo abituati e le rendono bellissime?

Molly Bair, nota per la forma molto sproporzionata del viso, occhi enormi, orecchie da topo
Molly Bair, nota per la forma molto sproporzionata del viso, occhi enormi, orecchie da topo (come lei le definisce) ha oggi solo 17 anni e già da un anno calca le passerelle per noti fashion brand.

Ma oggi è solo marketing, o c’è la necessità di vedere (finalmente) qualcosa di diverso? Alessandro Michele, direttore creativo della maison Gucci, da anni va contro i canoni di bellezza imponendosi con molto successo con una nuova forma di rappresentazione dello stile della sua casa di moda andando completamente contro le regole.

Una delle modelle abitualmente ingaggiate per le sfilate Gucci

Il risultato? Fa parlare di sè scavalcando con un balzo la moltitudine di immagini che ci travolge quotidianamente nella sua più dominante forma di ideologia.

Ellie Goldstein ed è la prima modella con la sindrome di Down nuovo volto della campagna beauty Gucci
Ellie Goldstein è la prima modella con la sindrome di Down nuovo volto della campagna beauty Gucci che l’ha scelta per il lancio del nuovo mascara l’Obscur.

Lasciamo da parte le operazioni di marketing che hanno un’obiettivo ben preciso perfettamente centrato come nel caso di Gucci. Provate ad osservare ciascuna di queste modelle e a confrontarle con altre loro colleghe che trovate regolarmente sfogliando le riviste di moda. Ditemi se non è vero che la stragrande maggioranza di queste ultime le vedete tutte simili tra loro, con caratteristiche tutte uguali che non le rendono per nulla diverse e assolutamente noiose?

Il quadro di Picasso che ho appositamente scelto per affiancarlo alla modella Armine Harutyunyan non è forse un bellissimo ritratto, impossibile come dico io, dal valore artistico inestimabile?

Melanie Gaydos è nata con la displasia ectodermica, un difetto genetico che comporta l’assenza di peli, capelli e la mancata crescita e sviluppo dei denti.
È richiestissima per servizi fotografici a soggetto fantasy e fiabesco, ma non solo.

La scelta di una modella con una qualche forma di diversità non attira forse la vostra attenzione portandovi a guardarla e riguardarla più volte? E cosa vi rimane di più in mente, la modella con una peculiare caratteristica estetica o una uguale a tante altre di cui vi dimenticate immediatamente e non sapreste riconoscere nella moltitudine?

Alla fine, non è forse anche questa una forma di bellezza?

Verde Alfieri

Mi chiamo Verde, e con un nome così non potevo che essere una creativa. Mentre faccio gioielli che trovate qui Alfieri Jewel Design, mi diverto a portarvi a colazione con me, a scrivere per il mio blog Alfieri Magazine ma soprattutto di The Ciabatte Pelose che tanto mi fanno impazzire.

7 risposte a "Elogio della bruttezza"

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  1. Nel quotidiano, e soprattutto quando si è giovai e si cerca l’omologazione, non è facile convivere con un aspetto fisico “diverso”. Più tardi ci si rende conto di quanto sia importante distinguersi e, soprattutto, dare all’aspetto fisico il peso marginale che ha

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