#pandemia zona gialla. Se basta essere non abbastanza

Torno un momento sugli Oscar, non per parlare di look ma di una bella considerazione di Frances McDormand, che vi riporto qui.

“Per oltre 30 anni ho interpretato ruoli secondari al cinema, a teatro. Ai provini mi dicevano “non sei abbastanza alta, non sei abbastanza magra, non sei abbastanza bella’. Io rispondevo “prima o poi vi stancherete, cercherete qualcuno che non è abbastanza niente e io ci sarò’”.

Detto da una che ha vinto 3 Oscar come migliore attrice protagonista, capite che ha un certo peso, e che conferisce un po’ di quel peso anche a noi persone normali, che con il non abbastanza abbiamo lottato per una vita intera, con cui spesso a una certa età abbiamo fatto pace, ma che insomma ci ha dato un bel daffare. Che a poi a sentire le persone di successo non si sentono abbastanza neppure loro, che si è alzata l’asticella e la meta si allontana man mano che la raggiungi.

E non credo che questo problema del “non essere abbastanza” sia poi solo femminile o solo di questi tempi. Il problema vero dell’abbastanza e del non abbastanza è che, spostando il giudizio, la valutazione e la soddisfazione fuori di noi, ci mette alla mercé degli altri. Che si sa in generale non sono animati da buone intenzioni, generosi, comprensivi; che sono volubili e influenzabili; che sono sconosciuti e quindi chissà che criteri adottano, per giudicare e valutare. Perché ci sono le persone che ci vogliono bene, quelle che ci stimano e apprezzano, per le quali siamo più che abbastanza. Ma in genere non gli diamo retta, pensiamo che il loro giudizio sia viziato dall’affetto. Come se gli altri giudizi non fossero viziati. Come se potessero esistere giudizi oggettivi.

Mi è venuta in mente un’altra cosa, leggendo le parole della McDormand, la sua conclusione “io ci sarò”. È una cosa che mi ha detto mia sorella tempo fa. Non ricordo il contesto preciso, ma il succo era che arrivare secondi o terzi, in una selezione, era un ottimo risultato. Una cosa di cui essere contenti e anche fieri. Chi eccelle e arriva sempre primo ha molta scelta, e non può coprire più di un posto alla volta. Quindi essere i secondi o i terzi ti dà moltissime chance. E la vera cosa che fa la differenza è la disponibilità. Per un lavoro, ma anche per una partita di tennis o di calcetto, per una missione di volontariato, le persone disponibili sono le più preziose. Sono quelle che ci sono. E niente è paragonabile all’esserci.

Esserci anche per se stessi. Esserci al di là del giudizio degli altri. Decidiamo noi in che cosa ci sentiamo abbastanza e in che cosa invece vogliamo crescere e migliorare. Giudichiamoci sempre da soli, che così il giudizio degli altri lo possiamo sempre confrontare con il nostro, e ne possiamo ricavare delle buone indicazioni.

2 risposte a "#pandemia zona gialla. Se basta essere non abbastanza"

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  1. A me quel “io ci sarò” evoca anche una certa autonomia di pensiero su se stessi, un difficile piegarsi al peso dei giudizi degli altri perché ci si piace. È certamente un’attitudine molto positiva e saggia, che dovrebbe essere l’esempio a seguire.

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