Fasce, passate, foulard. Cosa ci mettiamo in testa

Come avrete capito sono in questa fase di crescita dei capelli, che non si sa bene dove metterli e cosa farne. Certo forse se fossero lisci non ci sarebbero problemi, ma chissà invece, forse ci sarebbero problemi diversi.

In ogni caso noi donne siamo piene di risorse, e quindi stamattina, guardando le ciocche che se ne andavano qua e là senza criterio, non avendo tempo di mettere la testa sotto il rubinetto e poi riasciugarli, mi sono detta ma io ho dei bellissimi foulard e me ne metto uno.

L’idea del foulard naturalmente non è tutta farina del mio sacco, nelle svariate incursioni che faccio sui siti e sulle riviste avevo visto un certo piacevole ritorno dei foulard, e anche di turbanti non così importanti come quelli che portano in altri paesi, ma usati appunto come fermacapelli. Se mettete fasce per i capelli oppure headband su Google vi vengono fuori il solito milione di risultati. Ce ne sono di Gucci a 300 euro (lo giuro, 300 euro per una fascia per i capelli, ah, è di seta, ah, è di Gucci), di qualche altro stilista a 150 e 160, e poi quelle di Amazon a 2 o 3 euro. Dalle stelle alle stalle senza niente in mezzo. No, per fortuna in mezzo ce ne sono ma sono le più difficili da trovare, e da valutare. Ci sono ancora dei siti che non scrivono di cosa sono fatti i loro prodotti, dove sono fatti, come sono fatti. Zero specifiche tecniche. Che insospettisce parecchio.

Comunque dopo un po’ io mi stufo a indagare, e alla fine ho comprato un paio di fasce da un sito che si chiama Headband. Non costavano molto e quindi se proprio sono orribili pazienza, non ho certo speso i 300 euro per la fascia in pura seta firmata Gucci (una devo dire che aveva una fantasia proprio bella). Vi saprò dire cosa mi arriva!

E mi sono ricordata che quando ero ragazzina, alle medie direi, e avevo ottenuto di tenere i capelli lunghi, a un certo punto desideravo moltissimo quella che in Toscana, a Pisa almeno, si chiama “la passata”. Esattamente la headband di cui vi sto raccontando. La passata dei tempi era molto semplice, di tessuto elastico, e probabilmente esisteva in 3 o 4 colori, e altrettanto probabilmente io l’avrò scelta blu. Ma non so quanti compiti e voti sono andati nella contrattazione della passata, ritenuta un vezzo inutile o forse dannoso, in quel processo di educazione alla sobrietà e alla semplicità che è stata la mia adolescenza… e quindi sono ben felice di potermi comprare della passate fantasia!

E nel frattempo uso i foulard. Per fortuna ne ho ereditati un po’ dalla mia mamma e dalla zia Neva. A fasi alterne li ho sempre portati, mi sono sempre piaciuti tantissimo e sono una delle cose più versatili che si possa immaginare.

Benvenuti foulard dunque, e buona giornata a voi!

Anna da Re

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