La stagione delle gonne è ora

Eh, sì, la fine dell’estate è il momento in cui mettersi le gonne è particolermente bello. Le gambe sono abbronzate dalle vacanze, l’aria rinfresca appena mattina e sera, si sta proprio bene.

E sono belle tutte le gonne: quelle lunghe e quelle corte, quelle che arrivano ai piedi, quelle che si fermano al ginocchio, quelle strette e quelle a campana, quelle ad A e quelle a tubo, le plissè poi sono una meraviglia.

Noi signore after fifty non ci sentiamo più di mettere le minigonne. Se le abbiamo portate da giovani, magari pure molto corte (come me) ci dispiace un po’. Per me una mini semplice con le Superga era la divisa di fine estate. Ma si sa, tutto finisce e forse anche noi. Quindi bando alle nostalgie e bando agli pseudo rimpianti, e via con una gonna al ginocchio, o decisamente lunga. Se non faremo vedere tutte le gambe abbronzate, faremo vedere la caviglia. Una volta una caviglia scoperta poteva generare un turbamento serio…

Oggi ho scelto questa gonna blu semplicissima, con una T-shirt grigia un po’ larga. E siccome la foto è di mattina, ci avevo aggiungo un piccolo cardigan. Gli infradito Birkenstock vanno ancora benissimo, sia per andare in ufficio (con l’accorgimento di non portare con dei pantaloni informi e una T-shirt altrettanto informe ma con qualcosa di più elegante, onde evitare il rischio sono appena risalita dalla spiaggia) sia per lo smart working.

Buona giornata!

Anna da Re

Una risposta a "La stagione delle gonne è ora"

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  1. Mi sia consentito aggiungere il mio parere dall’altra metà del cielo: nei giorni di gran calura, ho avuto modo di apprezzare il grande senso di libertà derivante dal non avere né cavallo, motivo che ha portato alla realizzazione dei calzoni, tanto da diventare il nome di una parte degli stessi, né stoffa appiccicata alle cosce a causa del sudore; d’altra parte, nelle Nazioni a clima più caldo del nostro, abbigliamenti indivisi nella parte inferiore sono molto comuni e, dal punto di vista storico, sono stati i primi a comparire. Dissento solo circa i modelli stretti ed a tubo, che vanificano la comodità offerta dalla gonna.
    Unico inconveniente, qualche commento da parte di persone dalla mentalità piccola, persone subito portate al silenzio al momento d’invitarle a domandarsi se, reggiseni a parte, esistano capi maschili o femmilili; per qualcuno, era pronta la copia di una rassegna stampa.
    In particolare, la mia era come quella dell’immagine all’indirizzo:

    e, data la mia taglia, arrivava ben al di sotto del ginocchio.

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