Col corpo capisco: da David Grossman al tennis, con rispetto

C’è un libro di David Grossman con questo titolo, che però non ho mai letto. Il titolo mi ha sempre colpito e mi è rimasto in testa, però. Il romanzo parla di gelosia e tradimento, e quindi si intuisce il senso del titolo. Dopo di che a me viene da associarlo alla pratica sportiva… spero che se mai dovesse succedere che qualche studioso italiano di David Grossman capitasse su questo blog (ipotesi totalmente improbabile ma non si sa mai) mi perdonerrebbe. Di sicuro non c’è dolo.

Dunque “col corpo capisco” è qualcosa che per me succede nello sport. Non so se succede anche a voi, non so neppure quanti dei voi a cui mi rivolgo siano sportivi, ma la testa capisce con un tempo diverso dal corpo. Gli errori, i movimenti che andrebbero fatti, la sequenza di quei movimenti, sono cose che la testa capisce piuttosto in fretta. Però del tutto inutilmente. Perché finchè non capisce il corpo, i risultati non si vedono. E il corpo ha dei suoi tempi, che a me per esempio non sono per nulla chiari.

In questi giorni ho sentito un cambiamento nel mio modo di giocare a tennis. Erano mesi in realtà che provavo ad allungare e accelerare il tiro, e anche che ci provavo, con il maestro e poi quando giocavo. Ma il mio corpo non aveva ancora capito. Poi un bel giorno, con mia sorpresa, mi sono ritrovata a fare quel movimento che stavo cercando. La prima volta è sembrato un caso, ma la seconda volta no e la terza neppure. Il corpo aveva capito che movimento fare e lo faceva. Ogni tanto c’era ancora qualche goffaggine, qualche stecca, qualche errore. Ma era chiaro il momento in cui preparare il colpo, il punto in cui colpire la pallina, l’accelerazione del polso, la spinta in avanti, le gambe ferme in appoggio… e l’effetto ovviamente era quello desiderato!

Mi ricordo distintamente che questa cosa mi era successa sugli sci. Ai tempi in cui sciavo io la progressione era lunghissima e prima di riuscire a curvare con gli sci uniti ci voleva un bel po’. Dopo un milione di tentativi, il miracolo: il corpo aveva capito i movimenti e la sequenza, li faceva e gli sci giravano! Perché c’era voluto quel milione di tentativi? Perché proprio quel giorno c’ero riuscita? Non lo sapevo allora come non lo so adesso.

Ma immagino che la ragione sia appunto che corpo e mente sì sono collegati, sì lavorano insieme, ma non sono la stessa cosa e hanno tempi diversi. Io in ogni caso sono molto felice di aver raggiunto un pezzo di comprensione, e mi preparo a lavorare per il prossimo!

Buona giornata intanto!

Anna da Re

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuito su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: