Cose che ho visto e non mi sono piaciute: Dune

Forse vi ho già raccontato che ho fatto un abbonamento al cinema di Monza e il lunedì con due mie amiche vado a vedermi un film. Non lo scelgo, nel senso che c’è una lista prestabilita, e mi va bene. Si tende a scegliere sulla base dei pregiudizi e dei gusti consolidati da una vita, e invece aprirsi a qualcosa di diverso è utile e benefico.

È dunque con questo spirito che lunedì sera siamo andate a vedere Dune.

Mi scuso con gli amanti del genere e con chiunque lo abbia apprezzato, ma a me non è piaciuto affatto. E se fosse solo questo, non ci farei un post. Ma ci sono cose che mi hanno profondamente infastidito, cose anche sociologicamente rilevanti, cose che mi preme condividere con i miei lettori e follower.

Dunque la sceneggiatura è tratta da un romanzo considerato un caposaldo della fantascienza, Dune di Frank Herbert. Non ho letto il libro, nè credo che lo leggerò, esercitando il diritto di leggere quello che mi pare. Però caro sceneggiatore, se vado a vedere un film, la premessa, l’inizio e anche la fine per quanto provvisoria mi servono per capire cosa sto guardando. Se vado a vedere un film tratto da un libro, caro sceneggiatore, non è detto che abbia letto il libro. Non è neanche detto che lo leggerò. Un film è un film, è compiuto in se stesso. Ha un capo e una coda. Dovrebbe almeno.

Oltre a trovarsi catapultati in un mondo incomprensibile e non ricevere nessuno straccio di indicazione, il film è infarcito di un’estetica militaresca, compiaciuta e neppure originale. Pure una come me che di film di fantascienza ne ha visti pochi, ha potuto notare i riferimenti a quel mondo e a quel gusto. Comunque tutti i personaggi sono sempre in divisa. Persino il pigiama di quando vanno a letto, è una divisa. Belle divise, per carità. Ma divise. Non vestiti, no no. Divise. E la maggior parte delle scene sono coreografie. Parate di vario genere. Mezzi di trasporto mostruosi che emergono dall’acqua o scendono dal cielo. Combattimenti eleganti. Molta di queste estetica, debitrice a fantascienza e fantasy, odio dirlo ma ricorda quella nazista, quella immortalata da Leni Riefenstahl. Proprio quella. Ingentilita e un po’ edulcorata. Non di meno, indubbiamente quella.

Poi ci sono, o meglio non ci sono, le donne. C’è la madre dell’eroe, c’è una “madre superiore” di un non ben definito ordine religioso, c’è una “guardiana della soglia” che accompagna l’eroe. Fine della presenza femminile. Tra le righe si intuisce che le donne, in quando in grado di procreare, hanno dei poteri che agli uomini sono preclusi. Gli uomini del resto, in tutto il film combattono, un po’ governano, un po’ pensano, proprio il minimo indispensabile. È un mondo primitivo. Per quanto siamo in un ipotetico 10.000 e qualcosa, i sentimenti, i ragionamenti, gli atteggiamenti sono proprio da età della pietra. Personaggi meno evoluti di adesso. E non archetipi. Proprio gli antenati di Wilma, dammi la clava! che almeno erano divertenti e non si prendevano sul serio.

Qui si prendono tutti molto sul serio. Che è un altro elemento disturbante. Perché ci sono anche dei richiami a James Bond, e come nei migliori James Bond il cattivo è brutto e grasso e il buono è magro e bello e giovane per sempre. Ma se guardate un film di James Bond sapete che state guardando una fantasia, sapete che è tutto impossibile oltre che improbabile, e il patto con lo spettatore è chiaro e siglato fin dall’inizio. In Dune l’intenzione non è chiara, forse è quella di divertire e intrattenere, ma c’è sottesa una pretesa di superiorità che proprio mi ha dato fastidio.

Quanto al messaggio sottinteso, è quello imperante nel cinema di cassetta: i buoni sono interemente buoni e i cattivi interemente cattivi, la pace si ottiene facendo la guerra, le donne hanno il potere di fare i figli e quindi ce le dobbiamo tenere anche se ne faremmo volentieri a meno, gli uomini conquistano il mondo e gli altri mondi, lasciamoli fare che alla fine andrà tutto bene. Ci sarà stato qualche milione di morti e un bel po’ di roba distrutta, ma cosa volete che sia…

Ecco. Vi dirò che si fa molta più fatica a scrivere una stroncatura che un commento di ammirazione!

Quindi state tranquilli, non succederà di frequente che parli male di qualcosa. E se il film vi è piaciuto tantissimo e il post per niente, beh spero che continuerete a leggermi lo stesso!

E intanto buon pomeriggio!

Anna da Re

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