Se solo potessimo davvero imparare dalla natura

Lo so, tendo a scrivere sempre le stesse cose. Lo facciamo tutti, lo fanno i blogger e si dice lo facciano anche gli scrittori. Quindi perché io no?

Il mercoledì è il giorno che ricevo la newsletter Clima e Ambiente del Corriere della sera. Non che in genere questo tema sia più rasserenante, che anzi l’ambiente è stato così maltrattato, è tuttora così maltrattato che dovrebbe essere la nostra preoccupazione vera, costante e continua. Ma la natura è silenziosa, e gli uomini sono rumorosi, soprattutto quando fanno dei danni. E quindi la distruzione che in corso in Ucraina ci sembra peggiore di quella che si sta svolgendo da tempo in Amazzonia, o nelle miniere di carbone della Germania, o in un sacco di altri posti in giro per il mondo.

Però la natura, quella che ancora abbiamo intorno e di cui molti di noi cercando di prendersi cura, ci fa comunque del bene. Ci fa pensare in modo diverso, se non altro. Penso al libro Essere una quercia, uno dei primi nella wishlist. Guardando il suo tronco, il suo fusto che ha resistito 250 anni e difficoltà, crisi e nefandezze di ogni genere, si capisce che si può resistere. Ma mai da soli. Le querce, e gli alberi, non se ne stanno da soli e isolati, fanno sempre parte di una foresta o di un bosco che a sua volta fa parte di un ecosistema complesso, con tanti elementi che interagiscono costantemente. La quercia di Laurent Tillon, nella foresta di Rambouillet vicino a Parigi, ne ha viste di tutti i colori, e se è sopravvissuta è perché ha potuto mettere in atto strategie di sopravvivenza diverse, in armonia con gli animali e le altre piante. Ormai è assodato che, a modo loro, le piante comunicano con l’ambiente circostante. Danno informazioni e allarmi, e ne ricevono.

Se solo potessimo davvero imparare dalla natura è la frase con cui si conclude la newsletter di oggi. E io non so se potremo. Ma so che dovremmo. Oggi più che mai, che siamo attoniti di fronte al proseguire dell’attacco terroristico in Ucraina, trovare un punto di appoggio, un riferimento, mi sembra importante.

Proviamoci.

Buona serata

Anna da Re

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