Cambiare passo

È arrivato il momento di rallentare. Non per tutti, che anzi ci sono persone il cui picco di lavoro comincia adesso o tra poco, basta pensare a tutti quelli che lavorano nel turismo, nella ristorazione. Per me che mi occupo di libri, giugno è il mese in cui si tira il fiato, si allungano le... Continue Reading →

#pandemia zona arancione. Cose che si fanno in smart working

Non si può dire che lo smart working sia sempre veramente smart. Spesso è lo stesso identico lavoro che abbiamo sempre fatto, solo fatto da un altro posto, e la parola smart è uno di quegli abbellimenti che le aziende (e non solo) spesso fanno per indorare la pillola. Come il cartellino che ora si... Continue Reading →

La Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, 2021

A dire la verità non me lo ricordavo, che oggi è la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, organizzata dall'Unesco e sicuramente molto importante. Per fortuna c'è Facebook, e ci sono anche i lettori, che quando stamattina ho aperto il blog ho visto che in parecchi erano venuti a leggere questo pezzo,... Continue Reading →

#pandemia fase 2. Tennis e affettività

Gli sport danno quasi sempre luogo a delle riflessioni interessanti. Non solo perché esprimiamo quello che siamo, nel modo in cui eseguiamo la pratica sportiva, ma anche perché ogni sport ha delle sue caratteristiche peculiari che fanno pensare. Ieri giocavo a tennis, un bell'allenamento intenso, un paio di singoli e un paio di doppi. Ora... Continue Reading →

Murakami, la pazienza e i berretti lavorati a mano

Alfieri Magazine

Di Haruki Murakami e del bellissimo romanzo L’assassinio del commendatore vi ho già parlato, anche se ovviamente non vi ho raccontato la trama (che non si fa, perché i libri vanno letti, mica raccontati). Non mi ricordo se vi ho parlato della pazienza.

Che è una parola molto usata, da quando c’è la pandemia, ma è un atto o atteggiamento parecchio difficile da mettere in pratica. Richiede allenamento, e forse c’è qualcuno che ha una propensione maggiore di altri.

Il protagonista del romanzo di Murakami per esempio. Lui è davvero paziente. Sta ore davanti a un quadro, per capire. Sa aspettare. Sa che non si capisce sempre subito, anzi spesso ci vuole del tempo, non sappiamo quanto, per capire davvero. E senza la pazienza di aspettare, semplicemente non si capisce. Si salta un pezzo, un passaggio. Che non torna più, come niente nella vita.

E se vi chiedete cosa c’entrano…

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Dei tanti modi di leggere e delle gemme nascoste

Alfieri Magazine

Stamattina pensavo, quanti diversi modi di leggere ci sono.

Non tanto nelle posizioni o nei luoghi, che certamente ognuno ha la poltrona preferita o il pezzo di divano, la coperta o il gatto o il ventilatore, e segnalibri oppure orecchie, e gesti di accompagnamento, caffè, tisane, biscotti. Quanto invece nel libro scelto, nel modo in cui lo si legge, e nelle intenzioni.

Quando si è giovani, e io per prima l’ho fatto, si legge anche per far vedere chi si è. Il libro che ci si porta dietro e quelli della libreria, da mostrare agli amici e agli amori, devono dire chi siamo, o meglio chi vorremmo essere. Così magari ci sono libri che non ci piacciono ma che riteniamo importante avere, o avere letto. E non ci sono libri che ci sono piaciuti ma non corrispondevano all’immagine che volevamo dare di noi.

L’età per fortuna spazza via queste sciocchezze.

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Letture in corso. Anche l’occhio vuole la sua parte

Alfieri Magazine

Ci sono dei libri che sono belli. Belli proprio da guardare. Non parlo di libri d’arte, o illustrati, ma di libri normali, romanzi o saggi. Con delle copertine particolarmente suggestive, o dei formati originali, o comunque un qualcosa che li distingue dal resto.

Libri che vi dispiace mettere in libreria come qualsiasi, ma che in genere non avete spazio per offrirgli una collocazione più adatta.

Uno di questi libri è L’assassinio del Commendatore di Murakami Haruki. Romanzo dal titolo insolito per questo scrittore giapponese di cui, chi lo ama, ammira la nitidezza della scrittura e delle evocazioni e il mescolamento di reale e irreale peculiare e unico. In realtà questi elementi ci sono tutti, e io mi ci sto appassionando come sempre.

Sono contenta la sera quando vado a letto e posso leggere un po’ del libro. Trovo che sia sempre bello avere un libro da cui tornare la sera…

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E se smettessimo di arrovellarci sul futuro e ci occupassimo del nostro passato?

Alfieri Magazine

Il futuro ci ossessiona da tempo, e non se ne può più. Ci ossessiona culturalmente, magari anche un po’ individualmente, ma soprattutto come “discorso culturale”. Avete presente i vari ci stanno rubando il futuro, non c’è futuro, ma anche il futuro sarà così, il prodotto del futuro… tutti che fanno previsioni e nessuno che può davvero prevedere quello che succederà (Covid docet).

Invece possiamo studiare e conoscere il passato. Che è il posto, il tempo, il senso da cui arriviamo e che ci sta dentro anche quando non ne siamo consapevoli.

Ma non dovevi parlare di libri, in questa rubrica Leggere è chic, direte voi. E infatti. Infatti vi parlo del romanzo di Giorgio Fontana, Prima di noi. Un bel romanzo lungo, dal respiro ampio, che parte dalla sconfitta di Caporetto per arrivare ai giorni nostri. La storia di una famiglia, dal suo fondatore ai figli dei figli dei figli…

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