Nespolo grande e nespolino

Solo una piccola nota in questa domenica di sole, quando stiamo per tornare in zona rossa. Mi hanno regalato, o forse dovrei dire ho ereditato, due nespoli. Come i teddy bear che avevamo da piccoli, Teddy grande e Teddy piccolino, anche ora c’è un nespolo e un nespolino. Benvenuti! E a voi buona giornata Anna... Continue Reading →

La Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, 2021

A dire la verità non me lo ricordavo, che oggi è la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, organizzata dall'Unesco e sicuramente molto importante. Per fortuna c'è Facebook, e ci sono anche i lettori, che quando stamattina ho aperto il blog ho visto che in parecchi erano venuti a leggere questo pezzo,... Continue Reading →

#pandemia fase 2. Tennis e affettività

Gli sport danno quasi sempre luogo a delle riflessioni interessanti. Non solo perché esprimiamo quello che siamo, nel modo in cui eseguiamo la pratica sportiva, ma anche perché ogni sport ha delle sue caratteristiche peculiari che fanno pensare. Ieri giocavo a tennis, un bell'allenamento intenso, un paio di singoli e un paio di doppi. Ora... Continue Reading →

Murakami, la pazienza e i berretti lavorati a mano

Alfieri Magazine

Di Haruki Murakami e del bellissimo romanzo L’assassinio del commendatore vi ho già parlato, anche se ovviamente non vi ho raccontato la trama (che non si fa, perché i libri vanno letti, mica raccontati). Non mi ricordo se vi ho parlato della pazienza.

Che è una parola molto usata, da quando c’è la pandemia, ma è un atto o atteggiamento parecchio difficile da mettere in pratica. Richiede allenamento, e forse c’è qualcuno che ha una propensione maggiore di altri.

Il protagonista del romanzo di Murakami per esempio. Lui è davvero paziente. Sta ore davanti a un quadro, per capire. Sa aspettare. Sa che non si capisce sempre subito, anzi spesso ci vuole del tempo, non sappiamo quanto, per capire davvero. E senza la pazienza di aspettare, semplicemente non si capisce. Si salta un pezzo, un passaggio. Che non torna più, come niente nella vita.

E se vi chiedete cosa c’entrano…

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Dei tanti modi di leggere e delle gemme nascoste

Alfieri Magazine

Stamattina pensavo, quanti diversi modi di leggere ci sono.

Non tanto nelle posizioni o nei luoghi, che certamente ognuno ha la poltrona preferita o il pezzo di divano, la coperta o il gatto o il ventilatore, e segnalibri oppure orecchie, e gesti di accompagnamento, caffè, tisane, biscotti. Quanto invece nel libro scelto, nel modo in cui lo si legge, e nelle intenzioni.

Quando si è giovani, e io per prima l’ho fatto, si legge anche per far vedere chi si è. Il libro che ci si porta dietro e quelli della libreria, da mostrare agli amici e agli amori, devono dire chi siamo, o meglio chi vorremmo essere. Così magari ci sono libri che non ci piacciono ma che riteniamo importante avere, o avere letto. E non ci sono libri che ci sono piaciuti ma non corrispondevano all’immagine che volevamo dare di noi.

L’età per fortuna spazza via queste sciocchezze.

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Letture in corso. Anche l’occhio vuole la sua parte

Alfieri Magazine

Ci sono dei libri che sono belli. Belli proprio da guardare. Non parlo di libri d’arte, o illustrati, ma di libri normali, romanzi o saggi. Con delle copertine particolarmente suggestive, o dei formati originali, o comunque un qualcosa che li distingue dal resto.

Libri che vi dispiace mettere in libreria come qualsiasi, ma che in genere non avete spazio per offrirgli una collocazione più adatta.

Uno di questi libri è L’assassinio del Commendatore di Murakami Haruki. Romanzo dal titolo insolito per questo scrittore giapponese di cui, chi lo ama, ammira la nitidezza della scrittura e delle evocazioni e il mescolamento di reale e irreale peculiare e unico. In realtà questi elementi ci sono tutti, e io mi ci sto appassionando come sempre.

Sono contenta la sera quando vado a letto e posso leggere un po’ del libro. Trovo che sia sempre bello avere un libro da cui tornare la sera…

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E se smettessimo di arrovellarci sul futuro e ci occupassimo del nostro passato?

Alfieri Magazine

Il futuro ci ossessiona da tempo, e non se ne può più. Ci ossessiona culturalmente, magari anche un po’ individualmente, ma soprattutto come “discorso culturale”. Avete presente i vari ci stanno rubando il futuro, non c’è futuro, ma anche il futuro sarà così, il prodotto del futuro… tutti che fanno previsioni e nessuno che può davvero prevedere quello che succederà (Covid docet).

Invece possiamo studiare e conoscere il passato. Che è il posto, il tempo, il senso da cui arriviamo e che ci sta dentro anche quando non ne siamo consapevoli.

Ma non dovevi parlare di libri, in questa rubrica Leggere è chic, direte voi. E infatti. Infatti vi parlo del romanzo di Giorgio Fontana, Prima di noi. Un bel romanzo lungo, dal respiro ampio, che parte dalla sconfitta di Caporetto per arrivare ai giorni nostri. La storia di una famiglia, dal suo fondatore ai figli dei figli dei figli…

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Mi sono innamorata

Alfieri Magazine

Ci si innamora anche in tempi di pandemia, certo, e ci si innamora dei personaggi di un libro. Come di quelli dei film, con il vantaggio che il protagonista di un libro ce lo possiamo immaginare come vogliamo. Gli possiamo dare il volto di qualcuno che abbiamo amato e per tanti motivi non c’è più, o un volto nuovo e inedito, o possiamo anche dargli solo una voce, o un’anima, un contenuto senza forma precisa.

Una decina di giorni fa dovevo scegliere un libro nuovo da leggere prima di dormire. Di solito il libro che sta sul comodino è un libro che leggo solo la sera, solo a letto, come un momento speciale. Quindi deve avere certe caratteristiche, primo fra tutti non essere angosciante, che dopo dormo male. Romanzi inglese dell’ottocento sono la lettura perfetta prima di rannicchiarsi sotto il piumone e pensare quanto sono fortunata ad avere un letto…

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Appoggiamoci alla solidità dei libri

Alfieri Magazine

Il libro è un oggetto solido. Adesso non pensate che la pandemia mi ha dato alla testa. L’ha fatto con molti, ma con me direi proprio di no.

E anzi proprio in un momento di grandi incognite, di incertezze, di informazioni labili e di notizie non sempre attendibili, avere qualcosa di solido a cui appoggiarsi è fondamentale.

Ovviamente, la cosa più solida a cui appoggiarsi dobbiamo essere noi stessi. E sebbene sia più facile dirlo che farlo, i momenti come questi sono proprio quelli in cui ci si guarda dentro e ci si osserva e si vedono i propri punti forti e anche quelli deboli, e su quelli forti ci si appoggia e su quelli deboli si lavora per tenerli a bada e non fargli fare troppi danni.

Ma poi ci sono i nostri amici libri. Che sono solidi per loro natura, perchè pesano, perché hanno una forma squadrata e…

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Il piacere di comprare i libri. Si, si, proprio comprarli

Alfieri Magazine

Che per me quello che conta di un libro è leggerlo credo sia chiaro ed evidente. E sicuramente ho letto più libri di quelli che possiedo o che ho posseduto.

Da ragazza, dopo avere ampiamente attinto alla biblioteca di casa, che era ottima ma ovviamente limitata (anche perché mio padre aveva il vizio di comprare molta saggistica di tipo scientifico e religioso, e lì ahimé non riuscivo ad arrivare), ero iscritta alla biblioteca comunale ed è stata una manna. Anche perché, mi sono resa conto dopo, avevano tantissimi libri che nei negozi non avrei trovato mai.

Poi ci sono state diverse fasi, momenti in cui ho comprato tanti libri (quando andavo in America e poi in Gran Bretagna), nuovi e usati, come uno scoiattolo che si fa scorta di noci e ghiande per l’inverno, e altri in cui ho letto quello che avevo, ho ricevuto prestiti e regali. Ho lasciato…

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