E se smettessimo di arrovellarci sul futuro e ci occupassimo del nostro passato?

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Il futuro ci ossessiona da tempo, e non se ne può più. Ci ossessiona culturalmente, magari anche un po’ individualmente, ma soprattutto come “discorso culturale”. Avete presente i vari ci stanno rubando il futuro, non c’è futuro, ma anche il futuro sarà così, il prodotto del futuro… tutti che fanno previsioni e nessuno che può davvero prevedere quello che succederà (Covid docet).

Invece possiamo studiare e conoscere il passato. Che è il posto, il tempo, il senso da cui arriviamo e che ci sta dentro anche quando non ne siamo consapevoli.

Ma non dovevi parlare di libri, in questa rubrica Leggere è chic, direte voi. E infatti. Infatti vi parlo del romanzo di Giorgio Fontana, Prima di noi. Un bel romanzo lungo, dal respiro ampio, che parte dalla sconfitta di Caporetto per arrivare ai giorni nostri. La storia di una famiglia, dal suo fondatore ai figli dei figli dei figli…

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Mi sono innamorata

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Ci si innamora anche in tempi di pandemia, certo, e ci si innamora dei personaggi di un libro. Come di quelli dei film, con il vantaggio che il protagonista di un libro ce lo possiamo immaginare come vogliamo. Gli possiamo dare il volto di qualcuno che abbiamo amato e per tanti motivi non c’è più, o un volto nuovo e inedito, o possiamo anche dargli solo una voce, o un’anima, un contenuto senza forma precisa.

Una decina di giorni fa dovevo scegliere un libro nuovo da leggere prima di dormire. Di solito il libro che sta sul comodino è un libro che leggo solo la sera, solo a letto, come un momento speciale. Quindi deve avere certe caratteristiche, primo fra tutti non essere angosciante, che dopo dormo male. Romanzi inglese dell’ottocento sono la lettura perfetta prima di rannicchiarsi sotto il piumone e pensare quanto sono fortunata ad avere un letto…

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Appoggiamoci alla solidità dei libri

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Il libro è un oggetto solido. Adesso non pensate che la pandemia mi ha dato alla testa. L’ha fatto con molti, ma con me direi proprio di no.

E anzi proprio in un momento di grandi incognite, di incertezze, di informazioni labili e di notizie non sempre attendibili, avere qualcosa di solido a cui appoggiarsi è fondamentale.

Ovviamente, la cosa più solida a cui appoggiarsi dobbiamo essere noi stessi. E sebbene sia più facile dirlo che farlo, i momenti come questi sono proprio quelli in cui ci si guarda dentro e ci si osserva e si vedono i propri punti forti e anche quelli deboli, e su quelli forti ci si appoggia e su quelli deboli si lavora per tenerli a bada e non fargli fare troppi danni.

Ma poi ci sono i nostri amici libri. Che sono solidi per loro natura, perchè pesano, perché hanno una forma squadrata e…

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Il piacere di comprare i libri. Si, si, proprio comprarli

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Che per me quello che conta di un libro è leggerlo credo sia chiaro ed evidente. E sicuramente ho letto più libri di quelli che possiedo o che ho posseduto.

Da ragazza, dopo avere ampiamente attinto alla biblioteca di casa, che era ottima ma ovviamente limitata (anche perché mio padre aveva il vizio di comprare molta saggistica di tipo scientifico e religioso, e lì ahimé non riuscivo ad arrivare), ero iscritta alla biblioteca comunale ed è stata una manna. Anche perché, mi sono resa conto dopo, avevano tantissimi libri che nei negozi non avrei trovato mai.

Poi ci sono state diverse fasi, momenti in cui ho comprato tanti libri (quando andavo in America e poi in Gran Bretagna), nuovi e usati, come uno scoiattolo che si fa scorta di noci e ghiande per l’inverno, e altri in cui ho letto quello che avevo, ho ricevuto prestiti e regali. Ho lasciato…

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Innocenti forme di teletrasporto. I libri

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Pensavo, mentre mangiavo rapidamente qualcosa prima di scrivere questo post e poi rituffarmi nel lavoro e nelle riunioni a distanza, pensavo guarda, io sono qua a Monza, e però sono anche a Udine, 90 anni fa circa, e lì a Udine ci sono arrivata perché sto leggendo un libro.

Che oggi è un libro ambientato a Udine 90 anni fa circa, ma domani può essere nell’antica Roma e dopodomani su Marte tra 2000 anni.

E la magia, di questo teletrasporto totalmente ecologico e innocente, è che non si sa bene dove comincia. Perché è vero, da un lato c’è uno scrittore che mentre si immagina, diciamo Udine 90 anni fa circa, traduce le sue immagini in parole. Parole che un certo numero di lettori conosce e che possono essere tradotte, parole che stanno per lo più in un vocabolario e ora anche in rete. Dall’altro lato c’è un lettore, che…

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Ma ogni tanto è bello anche non leggere

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Avete presente chi dice che ci si stancherebbe anche a mangiare aragosta tutti i giorni e viene voglia di una bella bistecca, o di una bella spaghettata cacio e pepe. Ecco anche con la lettura è così, per quanto bella, per quanto appassionante e utile e varia e tutto quello che volete, ogni tanto è bello anche non leggere.

Ci pensavo oggi che doveva scrivere il mio articolo su Leggere è chic e non mi veniva in mente che cosa scrivere. Mi sono resa conto che da venerdì a domenica non ho letto nulla. Un intero weekend senza aprire un libro, cartaceo o digitale.

Sono stata all’aria aperta, ho giocato a tennis, ho chiacchierato, ho viaggiato, mi sono guardata intorno, mi sono riempita gli occhi del lago, del verde, dei primi colori dell’autunno, delle serate che scendono dolci a fine pomeriggio. È stato bellissimo e la lettura non mi è…

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Leggere su carta o in digitale: non è vero che “tanto è uguale”

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Se c’è una frase che detesto è “tanto è uguale”. Non c’è niente o nessuno per cui sia vero che “tanto è uguale”. Neppure la lettura su carta o digitale. Per cui al bando la pigrizia mentale e vediamo che differenza c’è.

Ogni volta che dico che lavoro per una casa editrice mi sento chiedere se è vero che gli ebook stanno soppiantando i libri di carta. E rispondo sempre che no, gli ebook ci sono ma non sostituiscono il cartaceo. Si sono fatti un loro mercato che è ormai abbastanza stabile, ma i libri di carta restano e penso che resteranno con noi per un altro po’. Perché sono due esperienze di lettura così diverse che non le si può pensare alternative l’una all’altra.

C’è stato un momento in cui l’idea di non dovermi più portare in giro tonnellate di carta, di non dover fare gli accumuli di acquisti…

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La fortuna di lavorare con i libri. Nella bellezza della Sardegna

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Ci sono delle volte che non se ne può più, dei libri, dei lettori e degli editori. Delle volte che la bolla di lettori-blogger-instagrammer-appassionati è soffocante.

Però poi ci sono tante volte in cui mi rendo conto che lavorare con i libri è proprio bello.

Lo scorso weekend è stato uno di quei casi.

Sono stata invitata al Premio Dessì, che si tiene a Villacidro, paese natio di Giuseppe Dessì, quello di Paese d’ombre per intendersi. I meno giovani o diversamente giovani di noi l’hanno studiato a scuola. Ve lo ricordate? Almeno il titolo?

Villacidro è una Sardegna che amo molto, senza mare, con pochi abitanti e poche cittadine. Non ci sono bellezze artistiche, cose clamorose. C’è tuttavia una bellezza pura e semplice, che è rimasta quella che era e che arriva al cuore con immediatezza. Ci avevano fatto alloggiare vicino a Villacidro, alle Antiche Terme di Sardara, in mezzo…

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Il bello di ascoltare. Gli autori e credo anche i libri

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In fondo, prima di leggere le storie le abbiamo ascoltate. Raccontate dai genitori, dai nonni, lette da un libro. In una forma o nell’altra, siamo cresciuti con dei racconti. Che ci intrattenevano, che ci facevano dormire, che ci trasmettevano cose che altrimenti non avremmo capito. Anche l’affetto, e l’amore.

Forse è per questo che ci piace andare alle presentazioni dei libri e ai festival, e che alle volte quelle presentazioni sono meglio del libro, o semplicemente abbastanza.

Si dice che la gente è pigra, che leggere è impegnativo e solitario, che ascoltare è molto più facile. Che è anche vero. Ma che male c’è?

Gli audiolibri stanno avendo un buon successo, e ne siamo tutti felici. Alle presentazioni ci sono tante persone in ascolto, ed è vero, molte si accontentano di quello. Ma perché no?

La settimana scorsa per esempio sono stata a Mantova. Quest’anno i festival sono tutti complicati…

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