Un’altra storia di famiglia, partendo da un anello

Scrivere ha tante funzioni, anche quella di ingannare il tempo. Che frase bizzarra, ingannare il tempo. Quando in realtà inganniamo solo noi stessi. Il tempo va avanti, si ferma, fa quel che vuole in barba a noi. Ma ci sono momenti in cui restare senza far nulla sembra, diciamo poco appropriato. In questi momenti io... Continue Reading →

Come vestirsi: gioielli che raccontano una storia

Più di tutto sono i gioielli a raccontare le storie di famiglia. Perché durano tanto, diventano più belli con il tempo. Testimoniano un passato che si è riusciti a tramandare, i destini delle famiglie che si arricchiscono e impoveriscono. A volte portano storie raccontate, altre volte bisogna immaginarsele. Così i gioielli è bello comprarli, ma... Continue Reading →

Il lamento di Portnoy, di Philip Roth.

Alfieri Magazine

Facevo l’università quando ho scoperto Il lamento di Portnoy di Philip Roth. Non mi ricordo chi me ne ha parlato, ma ricordo di esserlo andato a comprare. Di solito, in quel periodo universitario di pochi mezzi e tanto tempo, andavo in biblioteca e mi portavo a casa i romanzi che volevo leggere. Si potevano tenere un mese ma in genere in una settimana li finivo. Tra viaggi in treno e momenti vuoti tra un corso e l’altro, il tempo non mi mancava, e l’avidità delle scoperte che stavo facendo faceva il resto.

Il lamento di Portnoy è stata la scoperta di una letteratura diversa. Era un libro sconvolgente, per i miei tempi. Per l’argomento, certo, e per l’assoluta onestà del racconto. Che la letteratura potesse essere anche confessione, e che la confessione potesse essere letteratura, era cosa che sapevo e avevo anche incontrato. Ma che una confessione, un monologo interiore…

View original post 190 altre parole

Il coraggio è chic. Anche se vi sembra strano

Alfieri Magazine

Adesso penserete che tutta quest’acqua mi è entrata nella testa e mi ha indebolito il cervello.

Eppure c’è un senso in quello che dico.

Schermata 2019-11-27 alle 14.52.08

Essere chic non è un fatto di vestiti e di accessori. Oh, quelli c’entrano eccome, ma lo chic viene prima. È un atteggiamento, un modo di pensare, un approccio alle cose che poi ci fa scegliere il nostro stile. Ci fa scegliere appunto. Scegliere è la parola chiave. Che vuol dire non prendere a casaccio e neppure farsi trascinare o influenzare. Vuol dire seguire quello che ci sembra giusto e adatto a noi.

badge legambiente

E poi c’è il coraggio. Il Congresso Nazionale di Legambiente si intitolava “il tempo del coraggio”. E il coraggio non è una di quelle cose che alcuni hanno in dotazione e altri no. Il coraggio è che quando sei chiamato a scegliere, a decidere da che parte stare, se hai i tuoi principi…

View original post 176 altre parole

Like, follower, algoritmi e il bisogno di conferme

Alfieri Magazine

Come molti blogger mi chiedo anch’io da che cosa dipende il traffico quotidiano. Perché certi pezzi che mi sembrano interessanti passano del tutto inosservati e certi articoli che ritengo banali piacciono. Perché certi giorni arrivino molte visite e altri no.

E come molti che stanno su FB mi chiedo con che criterio certi post si vedono e altri no, certe persone si riescono a seguire e altre no. Dei follower della pagina so che se non pago resto inchiodata dove sono.

Instagram non è diverso: ci sono persone con tantissimo seguito che postano foto insignificanti.

Schermata-2017-07-04-alle-14.21.27

Alcuni di questi misteri sono quelli della vita: perché la gente legge certi libri, si appassiona a certi cantanti, guarda Titanic 30 volte e nessun altro film. Ognuno di noi ha la sua testa, e niente è più insondabile della mente umana.

Però poi ci sono le certezze apparenti, in primis gli algoritmi. Tra i…

View original post 214 altre parole

La lingua salvata di Elias Canetti. La forza della prima volta

Alfieri Magazine

Tra i libri molto amati c’è La lingua salvata di Elias Canetti. Il sottotitolo Storia di una giovinezza corrisponde a quando ho scoperto il libro, facevo l’università, leggevo moltissimo e senza sensi di colpa, di rado compravo i libri ma questo sì, questo mi piaceva troppo.

Canetti libreria

Ed è un libro che si è salvato, nel senso che avendolo prestato prima a mio fratello e poi a mia madre, è rimasto nella libreria di casa dei miei e l’ho ritrovato quando ho disfatto la casa. C’erano tanti libri, in quella casa, molti, moltissimi dei quali sono stati venduti e regalati. Ma sono riuscita a conservare quello che più mi era caro, i libri di cui ricordavo i passaggi di mano in mano, i commenti, gli scambi, gli apprezzamenti. La lingua salvata è anche macchiato, un po’ sbertucciato, giustamente usato.

Di Elias Canetti avevo studiato Masse e potere all’università. Mi aveva…

View original post 188 altre parole

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: