#pandemia zona rossa. Primavera non bussa

Ve la ricordate la canzone di De Andrè? Primavera non bussa, lei entra sicura. Come il vento lei penetra in ogni fessura... E nonostante la pandemia, nonostante le difficoltà, le restrizioni, i limiti e la stufita come si dice qui in Brianza, è una primavera meravigliosa. Buona Pasquetta Anna da Re

#pandemia fase 2. Un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci

Stamattina mia cugina Patrizia, che posta sempre qualcosa preso da un libro di Margherita Sciarretta, ha posta il Qohèlet. Una di quelle cose che puoi rileggere ogni giorno, e per tutta la vita, e ci troverai sempre un pezzetto di verità e un pezzetto della tua vita. Leggendo Un tempo per abbracciare e un tempo... Continue Reading →

#pandemia fase 2. Mi sa che ci siamo montati la testa

Quand'è che abbiamo cominciato a pensare di essere più importanti degli altri? Quand'è esattamente che ci siamo montati la testa per cui siamo capaci solo di pretendere e neanche più di chiedere? Incolpiamo i social, dai. Che in un certo senso è vero. È vero che prima dei social il consumatore, anche se sulla carta... Continue Reading →

#pandemia fase 2. Le insidie quotidiane

Il prossimo Natale, continuiamo tutti a ripetere, sarà diverso. Come se gli altri fossero stati tutti uguali. Come se tutto non fosse in continuo movimento. Per certi aspetti sì, non ci saranno le grandi riunioni famigliari, non ci saranno le cene, gli aperitivi, gli incontri vediamoci almeno prima di Natale, che sembrava che a Natale... Continue Reading →

#pandemia fase 2. Sognando un santuario

Credo che sappiate, o che possiate facilmente dedurlo dalle cose che scrivo, che non sono una persona particolarmente religiosa. Nel senso che non pratico e meno che mai predico nessun credo religioso. Il che non mi impedisce di conoscere il valore della spiritualità, del bisogno di sentire e stare in contatto con ciò che non... Continue Reading →

#pandemia fase 2. Guarire è una parola necessaria

Sono tante le parole necessarie e sono tante le parole che mi fanno pensare, in questo momento di nuovo confinamento (parola che veniva usata in certe società, quella inglese per esempio, per le donne che aspettavano un bambino, quando la condizione della gravidanza era vissuta come così particolare che bisognava separare le donne in attesa... Continue Reading →

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