Il primo maglione non si scorda mai

Ricordo perfettamente il primo maglione che mi sono fatta, e ho anche una foto in cui lo indosso.Un maglione giallo, tutto fatto a punto legaccio (o punto dritto). Se lo si guardava bene aveva la lavorazione un po’ incerta, e io avevo fatto i pezzi e mia mamma lo aveva messo insieme. Ma era bello... Continue Reading →

“Memoria di ragazza” di Annie Ernaux: conoscersi è molto di più che ricordarsi

Sentire che Annie Ernaux ha vinto il premio Nobel è stato bello, per noi lettori normali. Ci ha rassicurato nelle nostre scelte, ci ha fatto pensare che anche con i nostri modesti criteri di scelta e con le nostre modeste informazioni sul grande mondo della letteratura avevamo scelto e letto e apprezzato un’autrice degna del... Continue Reading →

La strada di Ann Petry. Il desiderio femminile. Il mondo come va e come cambia

Questo è il primo pezzo che ho scritto su Grey Panthers come Emma Faustini. E ve lo ripropongo pari pari. Nel frattempo, visto che l'avevo scritto nel 2020 appena prima del Covid, molto è successo e il mondo è sicuramente un luogo un po' diverso. Ma il libro è del 1940, e quindi era ancora... Continue Reading →

“Veniva da Mariupol” di Natascha Wodin. Senza origini non siamo nessuno

Continuo a riempire Cose che leggo. Con la ripubblicazione dei pezzi scritti per Grey Panthers sotto lo pseudonimo Emma Faustini. Per ricordare il grande Flaubert, Emma Faustini c'est moi. E il libro di questo mese è Veniva di Mariupol. Ho sempre questa sensazione che i libri mi chiamino. Passeggiavo tra gli stand del Salone del libro... Continue Reading →

Il lato oscuro e le persone “non resistibili”: due romanzi e molti pensieri

Visto che è un periodo che non sono molto ispirata a scrivere, ma di libri un po' scrivo, ho deciso di pubblicare, un po' alla volta, i pezzi sui libri che ho scritto come Emma Faustini per Grey Panthers. Eccone uno. Ma i libri tra loro si conoscono? Si riconoscono? Si parlano? Mi è venuta... Continue Reading →

Salone del Libro di Torino: sì, è sempre totalizzante. E mi sa che è il suo bello

Boys am I tired... Mi ha lasciato un senso di ottundimento, il post Salone del Libro. Una specie di hangover senza che ci sia stato alcool. Una grande stanchezza, alla fin fine. Che 10 km al giorno, per di più camminati lentamente e con anche molto tempo in piedi, non sono pochi. E il rumore,... Continue Reading →

Leggere e ascoltare Gabriele Nissim: per capire meglio il male, e soprattutto il bene

Parlare del bene e del male sembra un esercizio intellettuale lontano dalla realtà, ma non lo è affatto. E non solo perché da un momento all'altro, senza preavviso, potremmo essere chiamati a scelte drammatiche e di grande conseguenza. Ma anzi perché la lettura della realtà è difficile e distinguere tra il bene e il male... Continue Reading →

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