Pregiudizi, vecchi top, cura di sé. E thank God it’s Friday

Stamattina non ho sentito la sveglia. O meglio l'ho sentita e mi devo essere detta adesso mi alzo. Poi invece ho continuato a dormire e alle 9 ho guardato l'orologio stranita e mi sono alzata come una molla. Considerato che di non sentire la sveglia o di continuare a dormire dopo che è suonata mi... Continue Reading →

Anch’io sulla gaffe del “tornare a lavorare”

Naturalmente l'infelice frase di Beppe Sala che invita i milanesi a "tornare a lavorare" ha colpito e irritato anche me. Ho letto anche diversi commenti, tra cui la bella e approfondita analisi di Silvia Zanella sul suo blog. Devo dire che, magari non espresso con tanta chiarezza e goffaggine, il tema del "tornare a lavorare"... Continue Reading →

#pandemia giorno 81. Effetti indesiderati dello smart working

Come sapete difendo lo smart working in questo momento e lo difenderei anche dopo. E l'avrei scelto anche prima. Che non avesse effetti collaterali e indesiderati era un'illusione, e tutto sommato non ce l'avevo. Ma la vita ci sorprende sempre, e quello che temiamo spesso non si verifica, e puntualmente si verifica quello che neppure... Continue Reading →

#iorestoacasa giorno 8. Benedetto sia lo smart working

Tempo fa, molto tempo fa, un amico, dopo una delusione amorosa molto molto dolorosa, mi disse guarda meno male che c'è il lavoro. E io stessa, tempo fa, non proprio moltissimo tempo fa, ho sperimentato come nei momenti difficili il lavoro sia un'ancora che ci aiuta a continuare. Gli inglesi dicono "when you are going... Continue Reading →

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