Due cose americane di novembre sono in arrivo: il Thanksgiving il 28 novembre, e il Black Friday il 29. Il primo è sempre di giovedì e il secondo il venerdì successivo, anche se sono sicura che anche voi siete da giorni sommersi di offerte a nome Black Friday.

Io amo molto il Thanksgiving nella sua forma laica, come un momento in cui ci si ricorda tutto quello che si ha e si esprime la propria gratitudine. Non importa che sia a Dio: anche i non credenti, gli scettici, gli agnostici, gli incerti e i possibilisti sanno cos’è la gratitudine, sanno che niente è scontato. Farlo ogni anno, il gesto di dire o scrivere quello per cui si è grati, è un buon esercizio. Lo farò anche quest’anno. Senza tacchino, probabilmente.

Il Black Friday mi appassiona meno. So di persone metodiche che si preparano la lista di cose da comprare il giorno in cui cominciano gli sconti. E altri che si lasciano trascinare dal “costa poco” o “è un affare”. Io amo comprare solo libri e vestiti, e di entrambi amo soprattutto l’usato. Quindi mi sa che anche quest’anno lo snobberò







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