Mia mamma era bravissima a lavorare a maglia. E cercava sempre di fare qualcosa che non sapeva fare: un modello, un punto, una rifinitura.
Detestava lavorare il nero. Che invece io spesso le chiedevo.

Stamattina ho finito un pulloverino nero. Bouclé. Un misto di cashmere e seta di Wool&cashmere, il mio pusher di Biella. Bellissimo anche al tatto.
Solo che vedere, distinguere i punti è stato
abbastanza un incubo. C’è voluta un sacco di pazienza, e anche di esperienza. Per fidarsi che il punto c’era anche se non si vedeva. Che era il lato giusto del lavoro.

Anche mettere insieme i pezzi è stato impegnativo, e meno male che stamattina c’era abbastanza luce.
Ecco, facendo questo lavoro ho pensato tanto a mia mamma.
Le persone, quelle vicine, quelle importanti, restano dentro di noi. Ci mancano ma ci sono. E se ci hanno insegnato qualcosa, ce lo possono ricordare, e ripetere, quasi come se fossero presenti.
Anche questa è bellezza.







Lascia un commento