Una cosa semplice, che è emersa con chiarezza anche sabato scorso, quando le persone si fermavano a guardare cos’erano le nostre installazioni sui rifiuti tessili.
La raccolta differenziata del tessile vuol dire che nei cassonetti metti tutto il tessile. Anche gli stracci. Anche i calzini bucati. Anche la tovaglia stinta. Anche la maglietta macchiata indelebilmente. Anche le lenzuola lise, gli asciugamani consumati. Giusto la tuta da meccanico intrisa d’olio, non ci va perché contaminerebbe tutto il resto.
È una raccolta differenziata come quella della carta, del vetro, della plastica.
Solo che prima nei cassonetti si potevano mettere solo le cose in buono stato.
E questo piccolo cambiamento disorienta. E ancora prima non entra in testa. Ne ha già troppe, di cose a cui pensare, la gente. E molte cose vanno ripetute, con pazienza.
Alla fine ci si arriva. Ma mai sottovalutare il tempo che ogni cambiamento di abitudini comporta.








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