Due giorni a casa dopo essere stata immersa in una natura diversa e splendente. I nostri cieli brianzoli, d’inverno, sono opachi e spesso tristi.
Fa sempre un effetto contraddittorio, a me: da un lato sono contenta di fermarmi, di rallentare e di essere a casa mia; dall’altro faccio un po’ fatica riabituarmi alla solitudine e al tempo libero.
Non è un lamento, neanche per sogno. Vivere da soli ha una pienezza che non si finisce mai di conoscere, e il tempo libero è un tempo prezioso da utilizzare al meglio per sé e per gli altri. E i passaggi, gli attraversamenti, che siano fisici o psichici, sempre richiedono attenzione e concentrazione.
Dunque iniziamo questo nuovo anno con animo aperto e gentile.
Alle volte basta solo guardarsi intorno: le persone nascondono e svelano storie personali di sofferenze e rinascite, e non è neppure necessario farsele raccontare, perché la cosa importante è ‘comprendere’.
Accogliere, accettare, riconoscere.
Se già solo un pochetto tutti i giorni mettessimo in atto queste tre attitudini, potremmo stare tutti un po’ meglio.
Almeno proviamoci







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