Mi sono accorta di usare anch’io questa espressione, “macchina da guerra”. Detto di una persona particolarmente determinata, capace di arrivare allo scopo nonostante tutto, e che non molla di fronte alla difficoltà. Possibile che non ci sia un altro modo?
Le attitudini che sicuramente in guerra servono e fanno la differenza, sono le stesse che servono in tempo di pace. Obiettivi da raggiungere e sfide non mancano, più che mai nel mondo del volontariato. Che è per sua natura pacifico, se non pacifista.
Il nostro uso dei termini mutuati da linguaggio militaresco e guerresco non va bene per nulla, in questo momento.
Lo so che è poca cosa rispetto a quello che succede nel mondo, ma è importante che il nostro linguaggio rispecchi, o meglio definisca ed esprima, il nostro pensiero e il nostro sentire. Con precisione.
Basta battaglie, target, macchine da guerra e simili. Battaglie e guerre ce ne sono già troppe, e i target non sono innocenti come si vorrebbe far credere.
Stiamo attenti alle parole che usiamo







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