Perché non voglio più dire “macchina da guerra”

Mi sono accorta di usare anch’io questa espressione, “macchina da guerra”. Detto di una persona particolarmente determinata, capace di arrivare allo scopo nonostante tutto, e che non molla di fronte alla difficoltà. Possibile che non ci sia un altro modo?

Le attitudini che sicuramente in guerra servono e fanno la differenza, sono le stesse che servono in tempo di pace. Obiettivi da raggiungere e sfide non mancano, più che mai nel mondo del volontariato. Che è per sua natura pacifico, se non pacifista.

Il nostro uso dei termini mutuati da linguaggio militaresco e guerresco non va bene per nulla, in questo momento.

Lo so che è poca cosa rispetto a quello che succede nel mondo, ma è importante che il nostro linguaggio rispecchi, o meglio definisca ed esprima, il nostro pensiero e il nostro sentire. Con precisione.

Basta battaglie, target, macchine da guerra e simili. Battaglie e guerre ce ne sono già troppe, e i target non sono innocenti come si vorrebbe far credere.

Stiamo attenti alle parole che usiamo

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Sono Anna

Benvenuti su ChicAfterFifty. Nato 10 anni fa come blog di moda per signore, appunto after fifty. Dopo la pandemia la moda non mi è più sembrata così importante. E allora parlo di libri, di ambiente, di posti belli, di cose belle.

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