A proposito di Olimpiadi

Ieri è passata a Monza la fiaccola olimpica. Era una giornata piovosissima e fredda, ma sono andata a vederla. Per curiosità, perché mia sorella è volontaria alle Olimpiadi, perché volevo avere delle sensazioni e delle impressioni mie.

Quand’ero ragazza le Olimpiadi invernali e le gare di sci mi appassionavano. Sciare è sempre stata per me una cosa meravigliosa, per quello che era la disciplina (mi piace il termine disciplina, molto più del generico sport) in sé e per i luoghi in cui si faceva. Negli ultimi anni ho smesso, per la scarsezza di neve e l’evidente insostenibilità dello sci, diventato uno sport solo da ricchi, rovinoso per l’ambiente montano.

Queste Olimpiadi si sono dichiarate sostenibili ma non ci riescono. Un’organizzazione di quelle dimensioni, in questo momento storico, non ce la può fare ad essere sostenibile.

A partire dagli sponsor. È chiaro che c’è bisogno di molti soldi, per fare le Olimpiadi invernali. Però ieri sera vedere sfilare il camioncino dell’Eni prima dei tedofori, beh, l’ho trovato proprio disturbante. Non che quello della Coca Cola fosse meno chiassoso, ma mi sembrava meno incongruo. Davano delle lattine ai bambini e ai passanti. Il camioncino di Eni aveva una decina di persone, e non aveva niente da dare o da dire, se non che ci avevano messo un sacco di soldi e volevano che tutti lo sapessero. Modestia, understatement e silenzio non sono cose di questi tempi.

Certo restano le discipline, le gare, gli atleti, le fatiche, la gioia di vincere. Lo stile degli sciatori, l’eleganza dei pattinatori. Speriamo che da domani trovino la voce che meritano.

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Sono Anna

Benvenuti su ChicAfterFifty. Nato 10 anni fa come blog di moda per signore, appunto after fifty. Dopo la pandemia la moda non mi è più sembrata così importante. E allora parlo di libri, di ambiente, di posti belli, di cose belle.

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