Probabilmente detta così, la sigla RAEE non la conoscete. Neppure io, fino a poco tempo fa. Ma l’ho imparata grazie a Legambiente.
Dunque i RAEE sono i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche e Elettroniche: tantissimi, come ci si può immaginare. Ma mentre i grandi elettrodomestici vengono smaltiti dai negozi, in genere quando se ne compra uno nuovo, i piccoli elettrodomestici, le lampadine, le spine, i cavi, i caricatori, i telefoni e i tablet che non usiamo più, quelli tendono a restare nei cassetti di casa, dimenticati e lasciati lì senza sapere cosa farne o dove buttarli.
Eppure gli appparecchi elettronici contengono materie prime preziose, che potrebbe essere riutilizzate alimentando l’economia circolare e riducendo l’acquisto dal’estero.
Legambiente ha fatto un’indagine nei negozi di elettronica che hanno l’obbligo del ritiro 1 contro zero. Sono negozi grandi (più di 400 mq), in cui si possono consegnare i piccoli RAEE anche senza comprare niente. Non si sapeva se il ritiro funzionasse davvero. Funziona nell’80% dei casi, che è un bel dato.
Tuttavia insufficiente.
Il dato compleassivo della raccolta differenziata dei RAEE per l’Italia è 35%, ma per i piccoli RAEE siamo a 14%.
L’obiettivo europeo è 65%. Ci siamo davvero lontani.
Dunque c’è molto da fare, e prima immaginare.
Penso sarà il nostro prossimo progetto, a breve…







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