#pandemia fase 2. Il falso tempo dell’online

Ora se c'è una cosa certa è che io sono una fautrice dell'online, sono stata una pioniera di Internet e non ho alcuna tentazione di tornare al passato. Quello che però mi lascia sempre perplessa è il mito dell'online veloce, in cui tutto si fa in due minuti o qualche volta cinque. A parte il... Continue Reading →

#pandemia fase 2. Dove vorrei essere

Oggi sono venuta in ufficio. Per raccogliere e spedire un po' di libri. Per fare qualche chiacchiera con i colleghi. Per avere una prospettiva e un panorama diversi. E mentre venivo in ufficio vedevo le immense montagne innevate in lontananza. Ed ecco dove vorrei essere, oggi e direi pure domani e magari per un bel... Continue Reading →

#pandemia fase 2. Per favore, grazie, prego, scusi

C'era una volta l'educazione. Quella cosa per cui fin da bambino ti insegnavano a dire per favore quando chiedevi qualcosa, grazie quando la ricevevi, scusi se ti sbagliavi a fare o dire qualcosa, e persino prego quando qualcuno ti aveva ringraziato. E secondo me lo insegnano ancora, i genitori. Solo che poi sembra che questi... Continue Reading →

#pandemia fase 2. E intanto le lane hanno trovato casa

Nel tempo, ho accumulato parecchia lana. Bellissime rocche di tanti colori, più gomitoli avanzati, campioni di vario genere. Raccolti in un cassetto, in ceste e altri contenitori. Senza una catalogazione neppure mentale, per cui ogni tanto scoprivo che ah sì, c'è anche quella lana, oppure passavo ore a cercare quell'avanzo che ero sicura di avere... Continue Reading →

#pandemia fase 2. Fashion blog o solo blog?

In principio era un fashion blog. Già. Sembrano passati secoli e invece sono cinque anni scarsi. Continuo a seguire alcuni account di moda, continuo a ricevere delle newsletter e ogni tanto mi incuriosisco su qualche stile, qualche novità. Continuo a comprare le riviste di moda, ogni tanto, le sfoglio, le conservo. Continuo a vestirmi, e... Continue Reading →

Murakami, la pazienza e i berretti lavorati a mano

Alfieri Magazine

Di Haruki Murakami e del bellissimo romanzo L’assassinio del commendatore vi ho già parlato, anche se ovviamente non vi ho raccontato la trama (che non si fa, perché i libri vanno letti, mica raccontati). Non mi ricordo se vi ho parlato della pazienza.

Che è una parola molto usata, da quando c’è la pandemia, ma è un atto o atteggiamento parecchio difficile da mettere in pratica. Richiede allenamento, e forse c’è qualcuno che ha una propensione maggiore di altri.

Il protagonista del romanzo di Murakami per esempio. Lui è davvero paziente. Sta ore davanti a un quadro, per capire. Sa aspettare. Sa che non si capisce sempre subito, anzi spesso ci vuole del tempo, non sappiamo quanto, per capire davvero. E senza la pazienza di aspettare, semplicemente non si capisce. Si salta un pezzo, un passaggio. Che non torna più, come niente nella vita.

E se vi chiedete cosa c’entrano…

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#pandemia fase 2. Forse avremo meno pretese

Ieri i social, le chat e tutti i nostri mezzi di comunicazione sono stati pieni di messaggi relativi al nuovo anno. Ce n'erano di molto belli, di sciocchi, di divertenti. L'abituale varietà degli esseri umani. Ma tutti questi messaggi avevano in comune un senso chiaro e preciso, dovuto evidentemente al passato recente, all'anno appena trascorso.... Continue Reading →

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