Visitando Padova con gli occhi di una pittrice

Ed eccomi con un altro privilegio: quello di avere una cugina pittrice e di poter visitare al città con lei, e con i suoi occhi
 

Sono stata a Padova con mia sorella, lo scorso weekend. Siamo andate a trovare nostra cugina, Patrizia, la pittrice che avevo intervistato per il blog circa un anno fa.

Ero stata a Padova molte altre volte, da bambina, ma sempre di passaggio. E il più delle volte ci si limitava ad andare a casa dei nonni. Quindi la città mi era sconosciuta come se non ci fossi mai stata. E mi è piaciuta molto.

Il primo giorno abbiamo fatto una lunga passeggiata per la città, con nostra cugina che ci indicava i principali monumenti, piazze, chiese. Alla fine ci siamo sedute in un caffè di piazza delle Erbe e ci siamo rilassate guardando i turisti che passeggiavano. La sera Patrizia ci ha fatto vedere un po’ dei suoi quadri. Un bellissimo Bestiario che verrà messo in mostra in un oratorio vicino a Vicenza e che sarà pubblicato in un libro. E alcuni dipinti, tra il figurativo e l’astratto, su una carta sottile e granulosa, che ha fatto dopo aver visitato più volte l’Orto Botanico.

Così la mattina dopo ci siamo andate, all’Orto Botanico, che è il primo orto di questo genere mai costruito in Italia. Nato come annesso dell’Università, serviva agli studenti per imparare le erbe medicinali dal vivo e non solo dai disegni. Poi è stato ampliato, e ora ha anche una bellissima serra nella quale sono ricreati gli ambienti naturali della foresta vergine, della macchia mediterranea, delle foreste del nord. Era il primo di maggio e forse per questo sparsi tra serra e orto botanico c’erano diversi musicisti: un quartetto, un duo arpa e flauto, un chitarrista solitario, un pianoforte con una cantante, un fisarmonicista. Era bellissimo. Oltre alla quiete che si sentiva appena lasciata alle spalle la città e entrati nel giardino che ospita l’Orto Botanico, c’era anche della splendida musica! E i musicisti erano dei giovani che si stavano molto divertendo!

Il pomeriggio lo abbiamo passato nel miglior stile italiano: intorno alla tavola del pranzo, chiacchierando e ridendo, ridendo e chiacchierando, chiacchierando e ridendo… come potete vedere dalla foto!

E come avevo scritto in un post su Facebook scritto il giorno dopo che ero tornata, uno dei vantaggi di diventare vecchi è che i parenti che si continuano a vedere e frequentare sono come degli amici, nel senso che si è liberamente scelto di vederli e frequentarli. Con in più dei tocchi familiari, che ti fanno dire “questa è proprio una cosa da Da Re”! Scoprendo che è proprio bello!

 Buona giornata!
 Anna da Re

 

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