Se un paio di scarpe nuove può farci felici. Da La Storia di Elsa Morante

Sto leggendo un po’ di libri in contemporanea, che è una cosa che mi piace molto. Sapete che siccome sono una donna fortunata leggo per lavoro oltre che per piacere, e quindi la contemporaneità delle letture è un po’ un obbligo: non sempre i libri che si leggono per lavoro sono quelli che si sarebbero scelti, anche se spesso sono delle belle scoperte, e quindi è bene avere una riserva selezionata.

Poi sapete anche che faccio parte di un gruppo di lettura, e in questo momento stiamo leggendo La storia di Elsa Morante. Che per me è in realtà una rilettura, perché quando il libro è uscito andavo a scuola, ero già appassionata di letteratura, e di quel libro si era parlato tanto, tantissimo. Così tanto che l’anno scorso è stato pubblicato L’anno della «Storia». 1974-1975. Il dibattito politico e culturale sul romanzo di Elsa Morante di Angela Borghesi, che racconta appunto tutto il clamore e il rumore intorno al libro.

 

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Rileggere un libro che si è amato da giovani è un rischio. In genere preferisco non correrlo. Rileggo poco, anche perché ci sono troppe cose nuove che voglio scoprire e il tempo non è mai abbastanza.

Ma sono felice di stare rileggendo La storia. Mi sembra tutto nuovo, mi sembra di non averlo mai letto, perché quello che trovo ora è diversissimo da quello che ricordo. Del resto, sono diversa io, non c’è da stupirsi.

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Ora La storia è un libro che sembrerebbe il più distante che ci si possa immaginare dagli Outfit letterari. C’è la guerra, nella Storia, la miseria di prima e durante e dopo. Ma c’è un passaggio, quando a Useppe, il piccolo protagonista, vengono comprati degli “stivalini”. La mamma ha risparmiato per comprargli delle scarpe nuove in vista dell’inverno, e per combinazione riesce a trovargli degli stivalini, un paio di misure in più così sono in crescita, e con i lacci rossi. Useppe non ha mai avuto un paio di scarpe così. E sebbene faccia fatica a camminarci perché sono troppo grandi per lui, ne è così fiero e felice che non se le vuole più togliere. Sarà sì e no una pagina, ma così vera, così eterna, così vicina al mondo dei bambini di qualsiasi tempo e qualsiasi luogo, così commovente, che mi sono detta gli Outfit letterari possono essere anche questo.

E quindi buona giornata e buone letture a tutti!

Anna da Re

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