Mi capita di soffermarmi su parole o espressioni che usiamo abitualmente mao senza sapere bene cosa vogliono dire o senza coglierne tutte le implicazioni.
Per esempio i tempi morti.
Mi è venuto in mente perché sono esattamente in uno di questi, in attesa del cambio gomme in un non luogo della Brianza, tra fabbrichette e concessionarie, giusto un centro commerciale per accogliere i pedoni.
Nei tempi morti trionfa il cellulare. Con cui si lavora e ci si intrattiene.
Però si potrebbe anche fare altro. Magari non fare nulla, dando tempo alla nostra mente di fermarsi ed elaborare alcuni dei milioni di dati che ha già, invece di fargliene immagazzinare altri.
Alla fine sono dei tempi fra un tempo e l’altro, i tempi morti. Dunque sono tempi a pieno titolo. E sta a noi dargli senso, compiutezza, valore.







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