Eternità o circolarità, questo è il dilemma

Non so perchè stamattina mi veniva in mente questa parola, SEMPRE, e il fatto che la usiamo costantemente, nonostante sia quanto di più lontano si possa immaginare dall’esperienza umana.

Forse la usiamo tanto proprio per questo, a dimostrare quanto la nostra immaginazione possa allontanarsi dall’esperienza e dalla nostra realtà quotidiana.

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Diciamo per sempre e da sempre con grande disinvoltura e noncuranza, come se ogni minuto della nostra esperienza non fosse diverso da quello prima e da quello dopo. Ammiriamo le culture e le discipline che coltivano il “qui e ora” e il vivere ogni istante come se fosse il primo e l’ultimo, ma poi tendiamo a essere prigionieri del “per sempre”: pensare che se stiamo male oggi ci staremo per sempre, che se oggi siamo felici lo potremo essere per sempre. Compriamo case in cui pensiamo di stare per sempre. Di alcuni tratti del nostro carattere diciamo che siamo così da sempre. Aspiriamo all’eternità senza avere la più pallida idea di cosa sia.

E ci dimentichiamo della circolarità. Del fatto che anche l’infinito contiene la circolarità invece che il per sempre. Non a caso l’economia circolare che tanto è citata e per fortuna anche parecchio praticata è un’economia che non butta ma riutilizza.

Una delle cose che ha meno sempre e più circolarità è il lavoro a maglia. Fatto per essere disfatto. E rifatto. Nella mia famiglia si faceva così, si riutilizzava la lana o il cotone: quando ci si era stancati di un maglione, o era diventato piccolo, o si era consumato sulle maniche, lo si disfava e con la lana recuperata si faceva qualcosa d’altro. E non sto parlando di secoli fa. E non sto parlando di profonda campagna o profonda povertà. Era un modo normale e assai sano di fare le cose. Che non contemplava il sempre: le cose si consumano, le persone cambiano.

Niente è per sempre ma la dimensione del sempre ci affascina e ci seduce.

E voi che ne pensate?

Intanto buona giornata!

Anna da Re

 

 

Una replica a “Eternità o circolarità, questo è il dilemma”

  1. Avatar Paola Bortolani

    Bello questo riferimento al lavoro a maglia, che capisco bene per analoga esperienza. Ricordo un periodo in cui tricottavamo tutte, ovunque, e mettevamo quei golfini non proprio perfetti ma nostri. Ora ho in lavorazione un poncho che temo non finirò mai (l’opposto do sempre)

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Sono Anna

Benvenuti su ChicAfterFifty. Nato 10 anni fa come blog di moda per signore, appunto after fifty. Dopo la pandemia la moda non mi è più sembrata così importante. E allora parlo di libri, di ambiente, di posti belli, di cose belle.

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