È inevitabile, persino per quelli di noi che si ritengono consapevoli e attenti e si sforzano di osservare il mondo con cura, dare per scontato quello che ci circonda.

Poi succede qualcosa, a volte piccolo a volte grande, qualcosa di imprevisto e imprevedibile, e tutto cambia sotto i nostri occhi. Spesso in un baleno.

Ad esempio il traffico. Fa così parte delle nostre giornate, della nostra organizzazione della vita, del nostro panorama mentale, che non ne sappiamo nulla. Ci immaginiamo che siano tutte le persone che vanno al lavoro più o meno alla stessa ora e più o meno negli stessi posti. Poi chiudono le scuole e le università e il traffico scompare. Totalmente. Stamattina ci ho messo 40 minuti da Monza a Segrate, andando piano che ho pure una macchina a noleggio. Nemmeno in agosto le strade sono così vuote!

Non ho sperimentato i supermercati, dei cui scaffali vuoti ho visto diverse foto su Facebook. Perché in realtà pur senza aver fatto alcuna scorta, e pur mangiando poco in generale e poco a casa, visto che in genere sto tutto il giorno al lavoro, credo che mi ci vorrebbero diverse settimana prima di finire pasta e riso e altri generi non deperibili…

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Alcuni eventi a cui dovevo partecipare sono stati cancellati, ma avendone io sempre troppi, non sono poi così dispiaciuta. Per certi aspetti, assomiglia al mondo in cui sono cresciuta: una piccola città, pochi bar, pochi cinema, pochi negozi, poco traffico, poco di tutto. Si poteva vivere anche così. Chissà che, come le domeniche senza macchina, anche questi improvvisi cambiamenti ci insegnino qualcosa. Sicuramente ci costringeranno a uscire da certi automatismi e a non dare per scontate cose che non lo sono affatto.

L’ultima cosa, ho l’impressione che le persone che sono più perse in questa situazione sono quelle che hanno bisogno di sentire programmati tutti i loro prossimi passi. Con una certa ansia da controllo. Quelli che invece hanno imparato, magari da imprevisti davvero grossi, che il controllo vero è solo sul presente e non è mai preventivo, mi sembra che se la cavino meglio.

Che ne dite?

Intanto buona giornata

Anna da Re

2 risposte a “Come vestirsi: pensando che niente è scontato”

  1. Avatar Paola Bortolani

    Anche io mi sto godendo questa improvvisa cancellazione degli eventi, che mi lascia tanto tempo libero da occupare, subito, con altre cose che amo fare. Sei chic anche con il collare 😉

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    1. Avatar Anna da Re

      Noi comunque abbiamo sempre lavorato, per cui il vantaggio vero è stata l’assenza di traffico per venire al lavoro!

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Sono Anna

Benvenuti su ChicAfterFifty. Nato 10 anni fa come blog di moda per signore, appunto after fifty. Dopo la pandemia la moda non mi è più sembrata così importante. E allora parlo di libri, di ambiente, di posti belli, di cose belle.

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