Quando andavamo a scuola, noi boomers, nella palestra di scuola c’era l’asse di equilibrio. Le palestre erano modeste e poco curate, ma la spalliera e l’asse di equilibrio non mancavano mai.
Sull’asse di equilibrio imparavo che l’equilibrio non solo è per sua natura instabile, ma che il segreto è concentrarsi su un punto, lontano ma preciso. Mai guardare l’asse, mai guardare i piedi. Concentrarsi su quel punto, ascoltare, sentire il corpo e i piedi.
L’equilibrio nella nostra vita è così anche lui. Non è un obiettivo da raggiungere, che quando ci sei arrivato poi to fermi. È dinamico e variabile. Lo perdi continuamente. Lo ritrovi. Lo capisci con corpo e anima, non solo con il cervello. E ti serve quel punto preciso e lontano su cui fermare lo sguardo.
Non solo ad ogni passaggio di età, ma ad ogni passaggio di giornata, di ora, di
minuto, l’equilibrio va riaggiustato, ridefinito.
Pensate quante cose ci ha insegnato la scuola, anche senza volerlo







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