Sono affezionata a questa giacca che ricorda gli anni Settanta. Non è vintage, no, ma conserva quel look e quello stile, e ha un suo fascino
E' un bel sabato. Non soleggiatissimo, c'è qualche nuvola. E non freddo. Insomma, al sole si sta bene, mentre all'ombra resta ancora piuttosto freddo.
Sono andata a fare qualche commissione, tra cui una veramente piacevole: mi sono regalata un
Bluetooth Speaker, un Soundlink system della Bose. Compatto ma carino e di buona qualità. Un oggetto serio, con cui ascoltare il mio programma radio preferito, Radio 3 Suite, che va in onda tutte le sere dalle otto e mezza, anche se io di solito lo sento più tardi e che è la mia finestra sul mondo della musica classica, e anche Spotify. Non so se riuscirò a collegare il vecchio iPod, ma ci studierò.
Mi sono messa questa giacca di velluto (Massimo Dutti), che ha un'aria vintage anche se non lo è e che ha un'aria molto anni Settanta. Anni che non mi piacciono molto neppure in termini di moda. Me li ricordo abbastanza bene, mi ricordo che odiavo i pantaloni a zampa di elefante (probabilmente perché essendo piccolina mi stavano proprio male) che perarltro odio ancora, e anche quell'eccesso di fiori. Mi piacevano un sacco gli zoccoli, invece, e sono stata anche tentata di comprarne un paio moderno… ma poi mi sono detta che non stavo affatto ringiovanendo e che avevo scelto di essere #50chic e #chicafter50!
Con la giacca di velluto ho un paio di jeans scuri e dritti (Gap) e un pulloverino di cachemire a righe che viene, guarda caso, dalle bancarelle di Ancona. I Blundstone erano d'obbligo, e anche l'unica scelta data la temperatura! Ma pensate che sia andata a cercare le sneakers? Figuriamoci! E che ci vada nel pomeriggio? Non posso, gioco a tennis! Così mi potrò lamentare per la mancanza delle scarpe anche la prossima settimana…
Buona giornata!
Anna da Re







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