Come vestirsi per una domanda fondamentale su uomini e donne. A Milano. O a Monza

Ecco, oggi è la Giornata Internazionale della Donna. Da femminista e chic, mi sono messa a pensare ad alcune stranezze sulla vita di donne e uomini singoli. Leggete e ditemi che ne pensate!

Ieri, pensando alla Giornata Internazionale della Donna, ho scritto che ero una femminista chic.

 

Oggi è la Giornata Internazionale della Donna. Il fioraio che ha il banchetto sulla strada che faccio andando alla stazione vendeva le mimosa. C’erano delle signore sul treno, che avevano in mano un mazzettino di mimosa. E un ragazzo con il quale ho lavorato spesso ha mandato delle mimosa virtuali su Twitter. Credo che questo sia tutto, per la mia giornata della donna.

 

Sono stata a pranzo con una donna, amica e collega. Domani probabilmente andrò a pranzo con un’altra donna, collega e amica, e dopodomani pure. La mia vita è piena di donne, amiche, colleghe, conoscenti, compagne di tennis. Non me ne lamento, figuriamoci! E penso che in parte questo sia dovuto al mio lavoro; le PR dopotutto sono un lavoro femminile, ci sono pochissimi PR uomini, giusto qualche capo e qualcuno nel campo finanziario. Ma credo sia dovuto soprattutto all’età.

Se andare a un concerto, a un teatro, a una mostra; se fate un viaggio da qualche parte; se scegliete un corso, di uno sport o di una pratica artigianale o artistica, ci trovate il 90 per cento di donne e il 10 per cento di uomini. E gli uomini sono probabilmente i compagni delle donne del gruppo.

 

Sembra che la maggior parte delle donne separate, divorziate o single si dia un gran daffare e faccia una gran quantità di cose. Viaggiano, escono, visitano dei musei, fanno degli sport, prendono lezioni di fotografia, tarocchi, giardinaggio, qualsiasi altra cosa vi venga in mente. Certo hanno il tempo di farlo. Ma hanno anche la filosofia di pensare di prendere quello che la vitati dà: se sei da sola, per qualsiasi ragione ti sia capitato di esserlo, cerchi di trovarne i vantaggi, di goderne per quello che puoi.

 

E poi pensi: ci deve essere un numero più o meno equivalente di uomini nella stessa situazione. Che cosa fanno? Come passano il loro tempo? Perché non sembra che si riescano mai ad incontrare tra loro, questi uomini e queste donne?

 

Ho fatto questa domanda ad alcune delle mie amiche, e ho avuto delle risposte parziali. Delle ipotesi.

C’è una vera risposta? Tante risposte? Voi cosa ne pensate?

 

Nel frattempo vi dico cosa mi sono messa indosso: dei pantaloni un po’ strani, scozzesi, molto larghi, che ho preso un paio di anni fa alle bancarelle di Ancona (tanto per cambiare…), pantaloni che di solito stanno nell’armadio perché sono strani e che oggi invece avevo l’ispirazione di indossare; un pull di cachemire beige e quel cardigan che ho messo in lavatrice per sbaglio e che è diventato più portabile (ve l’ho raccontato qualche post fa), e gli anfibi Dr Martens. #50chic e #chicafter50 anche se un po’ insolito…

 

Buona giornata! E non dimenticate di rispondermi!

Anna da Re

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Una risposta a "Come vestirsi per una domanda fondamentale su uomini e donne. A Milano. O a Monza"

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  1. ho letto le tue parole e mi sembrava di leggere nei miei recenti pensieri. C’è una sorta di dolcezza e maturità nello stare tra amiche, anch’io mi chiedo dove sono i nostri simili dell’altro sesso? perchè non li incontro?
    ..ma non ho risposte

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