Come vestirsi come un brano di musica classica (magari di Bach). A Monza

Ve l'ho mai detto quanto amo la musica classica? Non credo. Chissà perché. Quindi rimedio. E oso. Nel senso che paragono il modo di vestirsi mio di oggi con un pezzo di Bach. Sono impazzita? Forse sì. Ma ne sono felice!
 

E’ buffo come non abbia mai menzionato il mio amore per la musica classica, in questo blog. Sì, certo, è un fashion blog, ma è anche il mio blog, e come avrete notato sono molto aperta e sincera su quel che riguarda i miei gusti e preferenze e hobby e passioni.

Ricevo parecchio newsletter da vari siti web e blog, non tutte straordinariamente interessanti ma per la maggior parte con qualche elemento interessante.
E stamattina in una di queste newsletter si citava la musica come cosa necessaria ed essenziale.

 

Così ho pensato (sì, sì, ancora!!!).
Io adoro la musica. Particolarmente e sempre di più la musica classica. Sto cominciando ad amare anche l’opera. Vado ai concerti. Non dovrei quindi condividere con i miei cari e fedeli lettori questo amore?
Credo proprio che dovrei.

 

Che poi stamattina ho guardato al modo in cui ero vestita e ho pensato che assomigliava ad un pezzo di musica classica. Lo so che suona pretenzioso e ambizioso e al di là dei miei limiti, ma fatemi spiegare cosa intendo prima di giudicarmi!

 

Ho indosso un paio di pantaloni molto classici: blu scuro, tagliati alla perfezione, in un tessuto di lana morbido e leggero. Sono di Antonio Fusco, uno stilista molto classico che ha un outlet appena fuori Milano, dove ogni tanto vado per comprare dei capi spalla o delle cose, appunto classiche. Usa sempre dei tessuti bellissimi e duraturi, e i tagli donano veramente alla figura.
Sopra i pantaloni ho messo una T-shirt grigia di Gap e un piccolo pullover blu di Matucci. E’ un maglioncino che adoro per la sua forma e per la lavorazione, leggera ma molto compatta. Così sono dispiaciuta che stia cominciando a consumarsi…
E il tocco finale sono le scarpe psichedeliche!
E siccome ho fatto il #selfieinthekitchen mentre stavo per uscire, ho anche un giaccone blu, sempre di Antonio Fusco, e la borsa nera che ho preso a Volterra, la famosa sedicesima borsa di cui avevo assolutamente bisogno!

 

E questo outfit mi fa venire in mente certi pezzi di J. B. Bach, uno dei miei compositori preferiti, dove tutto è coerente e perfettamente costruito e armonico tranne per una piccola voce, o strumento o altro dettaglio che è… diverso. Capite cosa voglio dire?
E ho detto Bach ma potevo dire molti altri compositori. Anche perché l’innovazione e l’inventiva non sono buttare via tutto quello che è stato fatto prima, ma proprio costruire su tutto quello che è stato fatto prima, facendo cambiamenti sottili ma sostanziali.
 
Ecco fatto. Adesso devo tornare al lavoro. Cercare di fare le mie piccole innovazioni.

 

Buona giornata!
Anna da Re

 

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