Come vestirsi per un’inattesa riunione familiare. A Venezia

Vedete che entusiasmo? Cugine ritrovate: da sinistra Patrizia, Paola, Elisabetta, io e Luisa. Patrizia è la pittrice, Paola è una delle due sorelle di Pasta Sisters, Elisabetta lavora nella Conservazione dei Beni Culturali, e Luisa è l'altra Pasta Sister, oltre che insegnante di italiano a Los Angeles… La vita è generosa, credetemi

Ma che cos’è la famiglia, quando si è più o meno over 50 e presumibilmente non si hanno più i genitori?

Beh, può succedere che si riscoprano dei parenti che non ci si ricordava quasi di avere…
Può succedere che si è veramente felici di averli ritrovati, e che si prova (e si riesce) a mantenersi in contatto nonostante le distanze.
Può succedere che ci si incontra.
Può succedere che è a Venezia, che ci si trova: qualcuno viene da Padova, qualcuno da Los Angeles… e si passa insieme una bellissima giornata!

 

Ed è successo.

La vita è generosa, come ho detto e scritto più di una volta quest’estate.
Si tratta di aspettare il momento giusto, tante volte. Che non è esattamente quello che vorresti. Ma se si è abbastanza pazienti e abbastanza attenti, il momento giusto arriva e lo si può cogliere.
Vi sembro un guru o un life coach?
Forse sì.
Ma vi assicuro che non lo sono e non lo voglio essere.
Cerco solo di accorgermi di quello che succede, a me e intorno a me.

Sono stata nei paraggi di Los Angeles per un mese.
Due delle mie cugine, Paola e Luisa, vivono e lavorano a Los Angeles.
Ma non sono riuscita a vederle.
E poi sono venute loro in Italia. Per cose loro.
E questa volta le ho potute vedere. A Venezia, proprio ieri.
Insieme ad un’altra cugina, Elisabetta, che non vedevo da un secolo, e a Patrizia, che è la pittrice che invece vedo spesso.
Capite cosa voglio dire?

 

Ed ero anche felice di essere di nuovo a Venezia. Anche se il mio ricordo migliore della città è d’inverno, quando capitano quelle giornate limpide e gelide, piene di sole brillante.
Ieri era piuttosto caldo e umido.

Ed ero davvero troppo vestita… ero uscita di casa assai presto, con quella maglietta/camicia bianca che avevo preso alle bancarelle di Ancona l’ultima volta che c’ero stata, dei pantaloni marroni skinny, e il mio bellissimo soprabito di Antonio Fusco. Ed ero contenta di avere tutti quei vestiti e pure una sciarpa, sul treno congelatore che mi portava a destinazione. Ma poi man mano che la giornata procedeva, e la temperatura anche, come avrei voluto avere solo una canottiera e degli shorts! Al punto che avevo persino lasciato il soprabito nel motoscafo che ci ha portato a fare un giro: meno male che una delle cugine l’ha visto prima che sbarcassimo e me l’ha portato.
E comunque persino le Converse, che avevo messo sapendo che avrei camminato tanto, mi sembravano insopportabili, e i piedi si lamentavano a gran voce!

 

Ma è stata una bellissima e felice domenica. Non si vede dalla foto?
E tra l’altro, non siamo tutte terribilmente #50chic?

Buona giornata!
Anna da Re

 

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