Quella volta che abbiamo visto Julian Barnes sbrodolarsi di gelato al cioccolato fino alle scarpe. A Mantova

Aveva appena fatto una presentazione meravigliosa, piena di ironia, di intelligenza, di sottigliezze. Aveva un fantastico paio di calzini. E sì, era molto goffo nel tentativo di mangiare un gelato. Ma adorabile

Sì, lo posso dire, a Mantova Julian Barnes made my day.
Sappiate che lo amo molto, come scrittore intendo.
E poi quei calzini.
Avete visto la foto?
Non soltanto un paio di bellissimi calzini. Ma bellissimi calzini a righe con una classica camicia bianca, pantaloni gessati e stringate. Un tocco di stile geniale.
E poi quel visto spigoloso, acuto.
Gli occhi azzurri, mi dice la mia amica Laura.
E il fascino. L’ironia britannica. La conversazione lieve, ariosa.
E la goffaggine…

 

Ma fatemi raccontare la storia per benino.

 

Sabato sono andata a Mantova per il Festivaletteratura. Ho preso un treno al mattino con la mia amica Laura (di cui avete già sentito parlare e se siete stati attenti avete anche letto che è innamorata di Julian Barnes), avevo un po’ di cose di lavoro da fare e poi quando io ho finito ci siamo trovate alla presentazione di Julian Barnes. Ho letto un paio dei suoi libri, non o non ancora l’ultimo, e li ho trovati folgoranti. La presentazione era divertente, perché lui ha appunto quella irresistibile ironia e leggerezza, tanto più marcate quanto più il soggetto o il tema sono tragici e intensi. Dopo la presentazione si è messo a firmare le copie a un tavolinetto, si è seduto e finalmente abbiamo scoperto i calzini!

 

Poi ci siamo avviate verso il centro, e ad un certo punto Laura l’ha notato tra la folla. Aveva un cappello bizzarro, a metà tra un casco da esploratore e un panama, bianco. Era con una ragazza che teneva a mano una bici, e avevano comprato un gelato: lui un cono e lei una coppetta. Tutti e due i gelati si stavano rapidamente sciogliendo, anche perché la giornata era veramente calda ed eravamo nel pieno del pomeriggio. Li abbiamo seguiti, con il cappello bizzarro era facile. Continuavano a camminare e i gelati continuavano a sciogliersi.
E poi Mr. Barnes ha accelerato, e mentre sorpassavamo la ragazza con le mani appiccicose di gelato colato, lui appoggiava un sacchetto che aveva in mano su un paracarro e si avvicinava al gelato… che ormai stava colando sulle scarpe, minacciando anche la camicia immacolata. Lo abbiamo passato in quel preciso istante, chiedendoci se la goffaggine è la firma del genio, ma decidendo di non indagare oltre!

 

Abbiamo passeggiato ancora per la città, che è bellissima e piena di sorprese e segreti.
E non so, mi sentivo fortunata. Mi sentivo contenta, leggera. Non ho comprato libri. Ho comprato uno zainetto (ve lo farò vedere nei prossimi giorni).
Che altro?

 

Ah, già, com’ero vestita?
Pantaloni bianchi, maglietta grigia, espadrilles bianche (appena uscite dalla lavatrice, e già destinate a ritornarci!).
E sì, mi sentivo molto #50chic.
E sono sicura che lo ero anche, molto #50chic!

Buona giornata!
Anna da Re

 

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1 Comment

  1. Ciao anna da poco seguo te ed il tuo blog e devo dirti che mi piace molto leggerti. Io sono una “vecchia” signora che ama leggere e divertirsi un po anche sui social. Vorrei chiederti un titolo dei romanzi di Barnes che ti e’ piaciuto cosi magari lo leggo pure io. Vado quasi tutti gli anni a Mantova ma ultimamente ho avuto qualche problema e mi e’ mancata moltissimo la parentesi letteraria e non solo. Ti ringrazio anticipatamente e ti saluto con tanta simpatia. MirandaA3FZ

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