Come vestirsi quando si medita sull’amicizia e sul giocare nella squadra dei buoni. A Monza

Ed eccomi con le mie meditazioni su temi seri. Ispiratemi dai miei amici. Bello, no?
 

Si invecchia o si matura? C’è davvero differenza? Sono due cose separate o che si possono separare?
Non lo so.

Però so che man mano che il tempo passa, e certo il corpo lo dimostra (come potrebbe evitarlo?) certi concetti diventano più chiari. E mi piace tantissimo.

 

Sono tre giorni che non posto un rigo e sono stati tre giorni bellissimi, e quindi vi devo non una semplice cronaca ma qualcosina di più.

Oh no, sento già che vi lamentate, ecco che di nuovo si è messa a pensare e ci tiene una delle sue prediche sul senso della vita e simili.
E già, è esattamente quello che sto per fare.
E potrei anche essere villana e dirvi che se non vi piace potete andarvi a leggere un altro blog (ce ne sono in quantità, nel cyberspazio).
Ma non sono villana.
E come ho detto nel titolo, ho scelto di giocare nella squadra dei buoni.

 

Che cosa intendo, con la squadra dei buoni?
E’ difficile definirlo.
Di sicuro non sono quelli che lavorano per la Croce Rossa come volontari o aiutano i poveri e gli abbandonati in tante parti del mondo.
Sono piuttosto delle persone normali che vivono una vita normale. Ma che sanno la differenza tra il bene e il male, il giusto e lo sbagliato; che conoscono la gentilezza e l’essere equi. Che se devono fare una scelta, scelgono il bene anche se non ricavano alcun vantaggio. Di più, lo scelgono anche se li svantaggia. Certo si arrabbiano, litigano, urlano. Ogni tanto. Ma fanno il loro dovere, silenziosamente. Fanno la loro parte. E magari in tutta la vita non gli capita mai di dover fare una scelta drammatica, ma se gli capitasse di dover rischiare la vita per fare la cosa giusta, ecco la rischierebbero. E sono tanti. Sono la ragione per cui il mondo non è ancora finito. E se è vero che a Lincoln sono bastati due minuti per cambiare la storia, è anche vero che è merito della squadra dei buoni se, nonostante gli orrori, gli umani sono ancora qui che abitano il pianeta.

 

Sono ottimista.
E lo sono perché ho osservato i miei amici, che ho visto un po’ tutti insieme in questi ultimi giorni, i più cari, i più nuovi e i più vecchi. Sono tutti nella squadra dei buoni. Certo ci siamo scelti. E ci scegliamo ogni volta che ci incontriamo. E credo che condividiamo anche l’essere i buoni silenziosi. E ne sono felice.

 

Come vestirsi per delle considerazioni così serie?
Con semplicità: trench nero, pantaloni khaki, T-shirt bianca, cardigan nero, Converse grigie.
Si può essere buoni e #50chic!

Buona giornata!
Anna da Re

 

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