Avete letto della polemica su Vogue Us che ha attaccato le fashion blogger della Milano Fashion Week? E volete sapere la mia opinione? Sono sicura che non vedete l’ora!

annadare30settembre

E così dopo la Milano Fashion Week tutti erano felici e contenti a parte le giornaliste di Vogue Us, che hanno esternato il loro fastidio nei confronti della fashion blogger: troppe, con troppi cambi d’abito e troppi fotografi al seguito. E hanno usato toni molto forti per far sapere a tutto il mondo quanto erano infastidite.
Per tanti aspetti, non è una gran notizia.

Ma visto che tutti nel mondo della moda ne parlano, deve aver toccato le corde giuste.

Ora, come prima cosa devo dire che davvero i toni erano spiacevoli, soprattutto perché arrivavano da delle grandi professioniste. Penso che probabilmente non li avrebbero usati, se avesser scritto sulla carta.

E davvero sembra che il web consenta alle persone di essere rozze, maleducate e bulle e arroganti, facendo dimenticare loro che stanno in uno spazio pubblico. Bisognerebbe essere ancora più moderati che quando si scrive su un giornale o una rivista, che quantomeno possono essere acquistati oppure no…
Io personalmente credo che il mondo, e anche il mondo della moda, siano abbastanza grandi da poter contenere sia le riviste di moda che le/i fashion blogger. Sono cose diverse, ovviamente. E se stilisti, designer e marchi di moda pensano che le/i fashion blogger servano a diffondere e far conoscere i loro prodotti, altrettanto o più di una rivista, okay. E poi ci sono tanti tipi di fashion blogger: quelli veramente influenti sono pochi; la maggior parte di loro fanno fatica a farsi dare dei prodotti da provare, e magari finiscono pure a indossare cose che gli piacciono poco giusto per costruirsi un pubblico. Alcuni sono bravi a raccontare delle storie, altri non raccontano nulla. E la varietà è parte del web, nel bene e nel male.
Sono sicura che è difficile essere una giornalista di moda: con tante pressioni da diverse direzioni, scelte da compiere, nemici, concorrenti, stress.

Ma per esperienza personale posso dire che è difficile anche fare la fashion blogger: cominciare da zero, avere bisogno di vestiti, foto, idee. Io ho scelto un percorso molto personale in tutti i sensi, che è impegnativo ma giusto per me. Altri fanno scelte diverse.

E aggiungo che come gli stilisti prendono ispirazione e idee dallo street style, credo anche le giornaliste di moda prendano ispirazione e idee dalla fashion blogger.

La coesistenza è l’unica strada.

E un po’ di gentilezza, da qualsiasi parte, sarebbe di grande aiuto!

 

E come si veste una fashion blogger #50chic per esprimere la sua opinione?

In un modo non modaiolo: ho indosso un paio di pantaloni blu, basic, di Banana Republic, una T-shirt grigio scura (sempre Banana Republic), un pulloverino fatto a mano e le Barritos.

 

Buona giornata!

Anna da Re

 

Una risposta a “Come vestirsi per difendere le fashion blogger nella polemica con Vogue Us. A Monza”

  1. Avatar Maria Da Re
    Maria Da Re

    Brava! Bel commento! Come in “wonder” “if you have to choose between being right or being kind, choose being kind”

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Sono Anna

Benvenuti su ChicAfterFifty. Nato 10 anni fa come blog di moda per signore, appunto after fifty. Dopo la pandemia la moda non mi è più sembrata così importante. E allora parlo di libri, di ambiente, di posti belli, di cose belle.

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