Scommetto che ce l'avete tutte, una relazione complicata con i capelli corti. Così intanto vi racconto la mia. Con l'happy end, come potete vedere…

Credo che la maggior parte di voi, cari lettori e follower, avete visto il nuovo taglio su Facebook o Instagram.

 

E insomma, è stato un bel cambiamento. Di quelli di cui ti accorgi di più dopo che l’hai fatto che non prima di farlo.
Per chiarezza: mi piace e sono contenta di averlo fatto.
Ma è stato piuttosto forte e radicale.
Mi piace nonostante questo.

 

Ma ci sono delle conseguenze.
La prima è stata, ed è, incontrare amici e conoscenti e colleghi che non sono su FB né sono stati avvisati, e che mi hanno visto ieri, o mi vedono oggi per la prima volta!
Ieri sono stata ad un torneo di tennis (uno dei soliti tornei amatoriali) e ho visto parecchie facce sorprese. Che è una strana esperienza. Non solo perché personalmente non amo molto le sorprese e quindi li capivo. Ma anche perché da alcune facce si capiva che la sorpresa non gli piaceva.
E anche se non è che fossi in cerca di approvazione, è sempre difficile avere a che fare con la disapprovazione!
E l’effetto era dovuto molto di più al taglio che al colore.

 

Credo che le donne abbiano una relazione complicata, con i capelli corti.
Ci sono splendide icone, con i capelli corti: basta pensare a Jean Seberg o a Mia Farrow o a Tilda Swinton. Femminili ma anche androgine.
Credo anche che in genere gli uomini preferiscano i capelli lunghi.
E ci sono comunque molti significati simbolici legati ai capelli.

Oltre che memorie personali.

Quando ero bambina mia mamma, per ragioni a me e forse anche a lei sconosciute, aveva deciso che delle sue due figlie una avrebbe avuto i capelli corti, e una lunghi. A mia sorella sono toccate le trecce e a me i capelli corti. Inutile dire che io avrei voluto tanto le trecce e mia sorella un bel taglio alla maschietta. Ma la vita va così, soprattutto quando si è piccoli; ed erano tempi in cui i genitori non si sognavano neanche di chiedere ai piccoli il loro parere!

Ho poi un ricordo particolare, di un episodio che accadde a Cortina, dove passavamo l’estate. Devo avere avuto 8 o 9 anni. Mi hanno mandato dal parrucchiere, accompagnata dall’amata zia Neva (quella della scrivania con il piano verde che avete visto a casa mia; quella che insegnava matematica), per una spuntatina. Forse perché i capelli erano già corti, forse perché il parrucchiere non ha ascoltato la zia, so che stavo seduta nel seggiolone e guardavo il parrucchiere che tagliava, tagliava… altro che spuntatina! Mi aveva praticamente rapato a zero. E io ero troppo timida per dire qualcosa, e ho trattenuto coraggiosamente le lacrime finché la zia ha pagato e siamo uscite. Allora si è accorta della mia disperazione, e credo fosse più disperata lei di me, perché davvero mi amava moltissimo. E quindi mi ha portato in un negozio molto chic, dove tempo prima io avevo indicato un maglioncino a collo alto che mi piaceva tantissimo. Era probabilmente costoso e sicuramente non necessario, per cui mia madre non l’avrebbe mai preso. Ma la zia me l’ha comprato, ed è stata una sorta di dolce sforzo di compensazione.

Poi ovviamente ho portato i capelli un po’ lunghi e un po’ corti, a seconda delle mode e degli umori. Ma ogni volta che ho tagliato i capelli corti ho pensato a quell’episodio di Cortina. E ci penso ancora, con tenerezza. Ma ce n’è voluto del tempo per arrivarci!

 

Infine, i capelli corti corti richiedono uno stile ancora più preciso e definito.
Oggi, che è una giornata grigia e piovosa, ho messo dei jeans classici di Gap, una piccolo pullover blu fatto a mano e una giacca blu con delle rifiniture di paillettes. Le scarpe sono le vecchie Dr Marten’s, consumate ma calde e comode!

#50chic, no?

Buona giornata!
Anna da Re

Una replica a “Breve storia dei miei capelli corti. A Monza e in Italia”

  1. Avatar anna
    anna

    Stai b e n i s s i m o, la personalità del capello corto è unica

    "Mi piace"

Lascia un commento

Sono Anna

Benvenuti su ChicAfterFifty. Nato 10 anni fa come blog di moda per signore, appunto after fifty. Dopo la pandemia la moda non mi è più sembrata così importante. E allora parlo di libri, di ambiente, di posti belli, di cose belle.

Let’s connect