A proposito di Clinton e Trump, e di come sembriamo più interessati alla politica USA che alla nostra. A Monza

Ve ne siete accorti? Quanti commenti sul nuovo presidente USA? Tutti o quasi uniti dall'idea che un singolo individuo possa cambiare il mondo…

Ho letto moltissimi commenti sulle elezioni americane. Non soltanto sui giornali, che stanno facendo il loro lavoro, ma anche su Facebook.

Di sicuro più commenti che sulle elezioni italiane.
Alcuni interessanti. Ad esempio quello di Monica Triglia, che in realtà è un pezzo sul suo blog Di triglie e altri animali.
Ma la cosa che mi ha colpito di più è proprio la quantità.

Tutti sembravano molto preoccupati del nuovo presidente degli Stati Uniti.
Tutti sembravano sentirsi titolati a commentare, pur non sapendo nulla dell’America, qualcuno non avendola vista nemmeno da turista.
Tutti sembravano pensare che il nostro futuro o addirittura il nostro destino dipenda direttamente dalla scelta elettorale degli americani.
Tutti sembravano credere che il presidente degli Stati Uniti sia da solo così potente da poter cambiare il mondo, in meglio o in peggio.

Ecco perché ho postato un commento di The New York Magazine, che se ve lo siete perso lo trovate qua:
 http://nymag.com/daily/intelligencer/2016/11/forget-canada-stay-and-fight-for-american-democracy.html?mid=fb-share-di

 

E pensavo (oddio, no, ancora!).
Noi, noi come società, tendiamo a pensare che gli individui, i singoli individui, siano più potenti e più responsabili di quanto in realtà sono. La nostra società e la nostra cultura attribuisce merito e valore eccessivo ai singoli: capi d’azienda che sembrano più importanti dell’azienda intera, cantanti, scrittori, pittori, sembrano tutti lavorare nel vuoto, senza un contesto, unici detentori del proprio successo. Osannati come nuovi dei. E di contro i singoli individui sono ritenuti responsabili del proprio insuccesso. Si può leggere quel che dice Zygmunt Bauman, a questo proposito, o Richard Sennet, se non credete a me.
E semplicemente queste credenze sono false.

 

Ma torniamo alla moda!
Questo post infatti poteva anche intitolarsi The hat series #2.
Oggi piove ed è meno freddo di ieri. O forse sono io che sono più coperta?
In ogni caso ho questo bellissimo scaldacollo di Falconeri, che mi ha regalato la mia amica Isabella un paio di anni fa, e che è così caldo e avvolgente che posso affrontare qualsiasi temperatura!

E il beanie uguale? Non è bellissimo anche lui?

E devo dire che il mio pixie è così ben fatto che qualsiasi cappello mi metta, me lo posso togliere, passare le mani tra i capelli e sono subito a posto! Non ho neppure bisogno del pettine…

 

Buona giornata!
Anna da Re

 

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