Lanaterapia: i benefici dello sferruzzo. A Monza e nel mondo

Alle volte i nomi nascono da soli, per una necessità che neppure conoscevamo.
Quando ho proposto il mio corso di lavoro a maglia qui in ufficio, il nome "lanaterapia" è venuto fuori così, senza cercarlo.
E siccome insegnando s'impara, tra le tante cose di cui sono diventata consapevole insegnando a lavorare a maglia c'è anche la conferma che sì, ferri e lana sono terapeutici.
Se avete voglia di continuare a leggere provo a spiegarvi perché

 

Ormai si legge spesso che il lavoro a maglia è paragonabile alle meditazione, allunga la vita, allena il cervello, induce alla calma, insomma fa bene.

 

Io ho praticamente sempre lavorato a maglia, per il piacere di farlo e per il piacere di farmi dei maglioni e dei capi che mi andavano bene e in cui tutti i dettagli erano come volevo io. Ho imparato da mia mamma e mia nonna, per imitazione, senza pensarci troppo.

Per cui quando ho cominciato ad insegnare ho anche cominciato a chiedermi come facevo quello che facevo, come trasmetterlo, come spiegarlo, come renderlo praticabile.

E' stato molto bello.

 

E mi sono anche accorta che davvero la maglia è terapeutica. Mi sono accorta che certe sere, quando la giornata è stata faticosa oppure noiosa, ho proprio bisogno di mettermi seduta con un po' di buona musica, i ferri e un progetto da portare avanti con pazienza e dedizione, punto dopo punto. Sferruzzare richiede attenzione e concentrazione, soprattutto se si esegue un punto complesso, ma lascia sempre uno spazio nella mente per i pensieri. Che però non fluiscono disordinatamente e velocemente come succede di solito (soprattutto dopo giornate faticose o noiose), ma sono frenati e disciplinati dal fatto che metà del cervello è impegnato a seguire il lavoro. Credo sia questo l'effetto che assomiglia alla meditazione, e che genera uno stato di benessere e pace.

 

Anche il lavorare un punto alla volta in maniera chiara ed esplicita induce alla calma: il tempo che ci vuole è quello, non c'è modo di accelerare, non c'è modo di fare altre cose contemporaneamente, o distrarsi con i social. Si apprezza finalmente che fare una cosa alla volta, e farlo bene, può dare delle soddisfazioni che il multitasking se le sogna!

 

Immagino ci siano altre pratiche che pur non nascendo a fine terapeutico, finiscono per farci del bene.

Se avete voglia di raccontarmele io sono qui!

 

Buona giornata

Anna da Re

 

 

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