La giusta distanza

C'è la giusta distanza dalla pallina, che è fondamentale nel tennis. E la giusta distanza nelle relazioni, negli impegni, nel lavoro, persino nella scelta degli abiti.
Una giusta distanza dinamica, sempre diversa, da ricercare attivamente e continuamente.
Ma che soddisfazione quando la si trova!

Il tennis, come molti altri sport, è una metafora della vita. Non a caso ne hanno scritto filosofi, pensatori, letterati.
Mi succede spesso, quando gioco, di scorgere in un atteggiamento tennistico un modo che in realtà è mio anche fuori dal tennis. Alle volte disfunzionale, alle volte no.
Dopo il bellissimo stage dello scorso weekend a San Pellegrino, location secondo me ideale per il verde, la freschezza e la pace, ho pensato alla giusta distanza.
 
Dalla pallina in primis. Ti insegnano che la pallina la devi andare a cercare, ma poi ti devi fermare e la devi colpire, idealmente quantomeno, alla giusta distanza: una distanza che ti permette di colpire un po’ davanti a te, abbastanza di lato, sfruttando l’estensione e la spinta del braccio. Il resto del corpo è fermo per concentrare la forza nel braccio.
Si tratta quindi di una giusta distanza che viene calcolata per ogni pallina, e che richiede concentrazione e presenza. Anche se la traiettoria della pallina si comincia a vedere e cercare di capire dal momento in cui l’avversario la colpisce, quello che può succedere nel tragitto è imprevedibile. Bisogna quindi tenersi pronti, seguire la traiettoria e cercare la giusta distanza. Finché non avete colpito, e sentito il suono delle corde, e il movimento del braccio, e la pallina che va, non sapete se eravate alla giusta distanza. E comunque anche se lo eravate, per la pallina dopo dovete cercarla di nuovo, quella distanza, e così via fino alla fine del gioco.
La giusta distanza è una conditio si è qua non, non una garanzia di vittoria. Vi mette sulla buona strada. Poi bisogna marciare.
 
Cosa c’entra con la vita, e con la moda, visto che siamo pur sempre in un fashion blog?
 

C’entra nelle relazioni. Se alle persone, amici colleghi mariti amanti, state troppo vicini, finisce che non sapete più chi siete voi e chi sono loro, e vi perdete nel minestrone che avete fatto insieme. Se state troppo distanti basta un niente per perdersi. E anche questa è una distanza che si ricalcola costantemente. Quando la distanza è giusta si distingue l'altro, lo si può osservare, valutare i suoi comportamenti e reagire di conseguenza. Ci possiamo tirare indietro o prendere lo slancio, consapevoli di quel che proviamo e del fatto che chi abbiamo di fronte è diverso. Evitiamo di aspettarci una reazione, una modalità, solo perché c’è già stata o perché noi reagiremmo così. La giusta distanza ci permette delle relazioni sane, prive di simbiosi ma calde e affettuose.

 

C'entra nella moda. Se si prendono alla lettera le tendenze, le sfilate e le vetrine, si rischia di essere delle maschere prive di personalità e identità. Se invece ci si ispira alle proposte degli stilisti, ma si conserva il proprio stile, arricchendolo di quello che ci piace e ci sta bene, allora si è se stesse, a proprio agio, e di conseguenza chic!

 

Che ne pensate, tenniste e non? Scrivetemi, se vi va!

Intanto buona giornata

Anna da Re

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