Oggi doveva essere l’ultima tappa del trasloco-trasloco, con l’elettricista che veniva, finalmente, a mettere i lampadari (che scritto così sembra un trionfo di cristalleria ma non lo è).
In camera mia dovevo mettere una lampada Vortice con le pale, che era nella stanza da letto dei mie. E nello studio dovevano finalmente trovare posto due lampade di vetro, appese a un grande tassello di legno, che dopo essere state nel soggiorno dei miei nonni per 30 o 40 anni hanno passato qualche anno in diverse cantine in attesa di tornare di nuovo alla luce. Oggetti/cose pieni di significato personale.
E poi l’imprevisto.
Il ventilatore/lampada Vortice mancava di un pezzo fondamentale. Chissà se è stato dimenticato all’origine, se si è perso in un trasbordo, se è stato buttato pensando che fosse inutile. Mi ricorderò sempre un’estate, mia sorella mi ha prestato la sua tenda e quando l’abbiamo montata abbiamo trovato due bastoncini di legno. Li abbiamo buttati pensando che fossero scivolati nel sacchetto per caso. Quando la notte ha piovuto e le due parti della tenda non si separavano e quindi ci siamo allagati, ci siamo chiesti invano cosa non funzionasse. E quando ho chiesto a mia sorella, indovinate un po’, i due bastoncini apparentemente inutili erano quelli che separavano le due parti della tenda e la isolavano dall’acqua!
Quanto ai lampadari dei nonni, uno dei due ha deciso di cadere e sfracellarsi al suolo, e l’altro rimasto da solo sarebbe stato precario oltre che isolato, e quindi ho rinunciato ad appenderlo. Gli troverò un altro utilizzo creativo…
E questa è la lezione di oggi: che le cose a un certo punto ti abbandonano, ma dentro di te i ricordi ti restano.
Buona giornata!
Anna da Re








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