C’è del marcio in internet

E non mi riferisco ai commenti che infestano Facebook e Twitter su qualsiasi argomento sensibile.

Mi riferisco all’uso dei siti, forse dovrei dire alla usability. Che stanno diventando sempre più complicati, e quindi anche pieni di intoppi.

Schermata 2019-02-26 alle 11.24.59Mi ricordo che tempo fa discutevo con un’amica di amici sulle agenzie di viaggio scomparse. Lei giustamente notava che il lavoro delle agenzie di viaggio adesso lo facciamo noi, ciascuno di noi viaggiatori, e che quindi non ci abbiamo guadagnato un granché; se risparmiamo qualcosa è perché ci abbiamo messo del lavoro noi invece di qualcun altro. Io le rispondevo che è vero, ma che il poter scegliere noi direttamente e il poterlo fare in qualsiasi momento, invece che dover andare in un’agenzia di viaggi (che oltretutto sono sempre state chiuse di sabato), alla fine era un vantaggio tale da risultare vincente. Tanto è vero che di agenzie viaggi ne sono rimaste pochissime.

Da allora è passata parecchia acqua sotto i ponti, e sono nate nuove realtà. Ma non so se sia perché la fame di dati personali da parte dei siti va di pari passo con le leggi sulla privacy, sarà perchè il mondo è pieno di imbroglioni, ma ieri sera mi sono trovata a cercare una casa su Airbnb e persino soltanto per chiedere informazioni bisogna uploadare la carta d’identità e una foto. Bisogna farlo dalla app, dal computer direttamente si potrebbe ma non funziona. Quindi mi sono scaricata la app. Ma dato che il sito nasce all’estero, non è previsto il formato di carta d’identità italiano. Così mi sono bloccata a metà, sono stata tempestata di email che mi segnalavano che il processo di upload non era andato a buon fine, e ho dovuto scrivere via Facebook per capire come procedere.

Schermata 2019-02-26 alle 11.24.20

Questo per raccontarvi un caso specifico. Resta però la sensazione che interagire con una macchina invece che con degli esseri umani ci dà l’illusione della certezza, della continuità, dell’uniformità. Salvo che poi non c’è una situazione uguale all’altra, un problema uguale all’altro, e quindi la rigidità e meccanicità dell’interfaccia macchina si rivela quanto di più frustrante si possa immaginare…

Voi che ne pensate?

Buona giornata

Anna da Re

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Una risposta a "C’è del marcio in internet"

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  1. Interagire con una macchina, un sistema, è per me enormemente frustrante. O meglio, dipende da come funziona l’applicazione che sto usando. Amazon non mi ha ancora deluso, ma per uno che funziona ce ne sono molti che seguono solo la loro logica perversa e inscanfibile

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