Persone che vorrei conoscere: la Ceo di Patagonia che con il taglio delle tasse di Trump finanzia la lotta al climate change

Sono sempre stata una fan di Patagonia. I loro vestiti sportivi sono sempre stati così ben fatti, così studiati per le esigenze di chi sta all’aria aperta, così indistruttibili che ho sempre pensato che valessero i soldi in più che costavano.

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Era Patagonia il mio primo pile, giallo, me lo aveva portato mia mamma da un viaggio negli Stati Uniti. Era stata a trovare mia sorella e aveva scoperto questo magico oggetto, un pullover di un caldo inimmaginabile, che le era sembrato perfetto per una freddolosa come me, ma fanatica della montagna d’inverno come me. È Patagonia lo scaldacollo che porto da anni, non so più quanti, lana da un lato e pile dall’altro. Sono Patagonia tante altre cose che porto costantemente, senza riguardo e senza problemi da davvero tanto tempo.

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E nel tempo ho visto Patagonia essere sempre più sensibile ai problemi del cambiamento climatico, all’inquinamento prodotto dalla filiera abbigliamento, allo spreco. Per cui per esempio ritirano i capi che sono stati strappati o consumati e sono diventati importabili, e li riutilizzano come ognuno di noi singolarmente non potrebbe o saprebbe fare. Insomma sono degli antesignani dell’economia circolare e del produrre consapevolmente.

Per cui quando ieri sera mia sorella mi ha mandato un link, la notizia della dichiarazione della CEO di Patagonia, Rose Marcario: “Grazie all’irresponsabile taglio delle tasse operato l’anno scorso, Patagonia dovrà pagare meno imposte, ben 10 milioni di dollari in meno. E invece di reinvestirli nel nostro business, abbiamo deciso di restituire questi 10 milioni al pianeta, che ne ha molto più bisogno di noi”.

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Saremo noi esseri umani a salvarci, se ci riusciremo. E tra questi esseri umani ho l’impressione che ci saranno molte donne. Per le quali certo, ho un occhio di riguardo: ma l’esempio di Rose Marcario, che gira in una cosa positiva per tutti il provvedimento di Trump, nato per favorire solo pochi, è davvero una bella lezione per tutti.

E quindi mi piacerebbe conoscerla, questa signora con la camicia a quadri (che ha un certo chic da outdoor, senza contare che a me piacciono molto le camicie a quadri) la quale non perde tempo a criticare e indignarsi e scandalizzarsi ma cerca di fare il meglio con quello che c’è.

E buona giornata anche a voi!

Anna da Re

 

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Benvenuti su ChicAfterFifty. Nato 10 anni fa come blog di moda per signore, appunto after fifty. Dopo la pandemia la moda non mi è più sembrata così importante. E allora parlo di libri, di ambiente, di posti belli, di cose belle.

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