Di #mansplaining, premio Strega, uomini e cambiamento

È stato solo un momento, credo, in tutta la serata del premio Strega, quello che ha fatto infiammare alcuni animi e venire in auge questa parola a molti, e molte, sconosciuta.

Il momento in cui a Valeria Parrella, che era l’unica donna finalista e l’unica il cui libro trattasse il problema della condizione femminile, hanno tolto la parola a favore di Corrado Augias. Due uomini che parlano del #metoo. Detto così, potrebbe anche avere senso, visto che il #metoo riguarda molto gli uomini. Molto più di quanto a loro stessi non piaccia: se non avessero abusato del loro potere per ottenere favori sessuali da donne che altrimenti si sarebbero guardate bene dal concederglieli, non ci sarebbe niente da dire.

Ma siamo in televisione, stiamo parlando di letteratura, mica possiamo parlare sul serio del potere, dell’abuso, della prevaricazione. La televisione è un grande salotto e la conversazione può al massimo essere arguta, sottile, intelligente di sottintesi.

Io non ho visto la premiazione dello Strega, quelli di voi che mi leggono sanno che non accendo la tv da… tre anni? Di più? Non lo so neppure io. Di certo so che ci sono delle belle cose, ma vanno cercate perché sono piccole perle in un mare di sciocchezze. E io preferisco cercare perle in altri mari.

Quindi ho solo letto i commenti successivi al fatto. Che non sono niente di nuovo, perché questo magnifico nostro paese, nel quale io vivo felicemente, è maschilista. È terribilmente arretrato, dal punto di vista dei rapporti tra uomo e donna. E non è che lo si vede dal premio Strega. Lo si vede tutti i giorni, in tutti gli ambiti in cui si vive.

Forse per questo il “mansplaining”, gli uomini che spiegano alle donne le questioni femminili, da noi è meno praticato. Non che gli uomini si risparmino nello sdottorare su qualsiasi argomento e nello spiegare alle povere donne tutto, dalla politica al senso della vita. Ma le questioni femminili preferiscono ignorarle. Del resto l’ignoranza è stata spesso osannata e ritenuta una condizione invidiabile.

anna 6 luglio

Però io mi ricordo un fidanzato, che non è durato molto come potete immaginare, che nonostante studi molto tecnici, zero letture e zero approfondimenti, mi diceva “se ci pensi su un attimino lo capisci anche tu”. Forse non esattamente mansplaining, ma parente assai, e non troppo alla lontana.

Ecco, di fronte a questi modi, credo che lo stile di Valeria Parrella sia quello giusto. Molti uomini stanno cambiando, molti cambieranno perché tutto intorno a loro sta cambiando. Qualcuno resterà fermo dov’è, aspettando di venire travolto. Nessuno di noi ha il potere (per fortuna, direi) di cambiare gli altri. Abbiamo il potere di cambiare noi stesse, o noi stessi, e da lì dobbiamo partire.

E intanto buona giornata!

Anna da Re

 

 

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