Ebbene sì, Emma Faustini c’est moi

Perdonate la semicitazione letteraria, mi suonava troppo bene. E mi serve per farvi una confessione: oltre che su questo blog, scrivo sul portale Grey Panthers con un nom de plume: Emma Faustini.

Tuttavia Emma non c’entra nulla con Flaubert. Quando ho pensato che mi serviva uno pseudonimo, mi sono rivolta alla mia famiglia: sapete che mi piace raccontarne le storie. Così ho messo insieme il nome della zia Emma, una delle sorelle del mio nonno paterno, e il cognome della zia Giustina, la sorella della mia nonna materna, che era Faustini. Emma Faustini suonava credibile e vero.

La zia Emma me la ricordo vagamente, abitava a Vittorio Veneto dove stavano parecchi parenti di mio padre, persone che vedevamo una volta all’anno quando ci fermavamo nell’andare a Cortina. Della zia Emma so che dipingeva e non si era mai sposata ed era un tipo bizzarro, e mi ricordo che ogni tanto mio papà, quando facevo o dicevo qualcosa di strano o non volevo fare qualcosa di normale mi diceva diventerai come la zia Emma! La zia Giustì invece me la ricordo molto bene. Abitava a Desenzano del Garda e lavorava in banca. La andavamo a trovare ogni tanto, aveva una casetta piccolina ma molto ben tenuta, era un tipo brusco e vivace, ricamava e lavorava all’uncinetto. Di lei conservo le tende ricamate che ho finalmente appeso, lo specchio (qualcuno si ricorda che quello specchio mi è anche venuto in testa, nella mia prima casa di Monza?) e purtroppo pochi gioielli, che mi sono stati rubati in una casa di Milano. Ho una specie di ciondolo, di quelli che si aprono facendoli scorrere su se stessi, e quando l’ho aperto dentro ci ho trovato due fotografie: una, mi ha detto a suo tempo la zia Neva, nipote della zia Giustì che in effetti era una prozia per me, ma la chiamavamo solo zia, una delle foto è del fratello morto giovanissimo (quello con i baffi); l’altra chissà… La zia Giustì non si era mai sposata, era stata fidanzata da giovane ma lui se n’era andato con un’altra, e da allora lei aveva scelto l’indipendenza. Dunque chi è il misterioso signore un po’ pelato? Non lo sapremo mai, temo. Ormai tutti i coetanei e i parenti che potevano saperne qualcosa sono all’ombra dei cipressi, e riposino in pace, davvero. Io posso convivere con il mistero e ci posso anche ricamare sopra…

In ogni caso Emma Faustini scrive di libri. Ne scrive a modo suo. Non le chiama, e non le pensa come recensioni. Recensione è una parola nobile che richiede delle competenze e una professionalità che Emma Faustini non ha. Fa niente se tutti quelli che scrivono di libri ritengano di aver scritto delle recensioni anche quando hanno fatto solo un piccolo commento, o che comunemente parliamo di recensioni per indicare uno scritto su un libro. Emma Faustini racconta i libri come fa con le sue amiche e i suoi amici. Sono una cosa che le piace e di cui le piace parlare e anche scrivere.

I pezzi di Emma Faustini su Grey Panthers escono una volta al mese, di solito all’inizio del mese. Se vi va per esempio di leggere l’ultimo, su Le inseparabili di Simone de Beauvoir, lo trovate qui (per leggerlo tutto vi dovrete registrare, ma è gratuito e non verrete tempestati di messaggi successivamente; inoltre potrete leggere gli altri pezzi di Emma Faustini e scoprire qualche lettura interessante!):

Ecco, non credo che nessuno di voi, cari follower lettori e passanti, si sconvolgerà per questa notizia… ma era giunto il momento di darla.

In ogni caso passate un buon weekend!

Anna da Re

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