La misura della maturità

Sono appena finite le polemiche che ogni anno accompagnano gli esami di maturità, e soprattutto le tracce dei temi. Le scelte del ministero non mi hanno stupito. Nonostante l’elogio dell’ignoranza che affligge il nostro tempo, i governi sono consapevoli del ruolo della scuola nell’organizzazione sociale, e non si tirano indietro. Poi certo la maturità è un’altra cosa.

E ce lo dice la grande Ursula Le Guin, in questa citazione che ho trovato per caso, ma che ovviamente non è un caso.

“Una misura della maturità – forse la misura più pura – potrebbe essere il coraggio di abbracciare quei nostri noi stessi precedenti, e stringerli a noi, per prenderci affettuosame la responsabilità dei loro passi falsi e della confusione, rifiutando la negazione, rifiutando la disperazione. Senza compassione per quello che siamo stati, non possiamo possedere conpletamente chi siamo, o essere aperti a chi potremo essere. Questa compassione è il fulcro della maturità, e se l’immaginazione è il fulcro della compassione, allora la maturità non è un punto che raggiungiaml lungo il vettore dello sviluppo individuale ma un processo continuo dell’immaginazione attiva”.

Ecco, c’è qualcuno il cui pensiero ci può guidare davvero.

Lascia un commento

Sono Anna

Benvenuti su ChicAfterFifty. Nato 10 anni fa come blog di moda per signore, appunto after fifty. Dopo la pandemia la moda non mi è più sembrata così importante. E allora parlo di libri, di ambiente, di posti belli, di cose belle.

Let’s connect